Analfabeti giuridici: Matteo Salvini e Luigi Di Maio

Analfabeti,  analfabeti, analfabeti.

Questo e solo questo sono Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

Analfabeti perchè sconoscono la Costituzione, i trattati internazionali e financo le leggi approvate dalla loro stessa parte politica.

Analfabeti perchè non valutano le conseguenze a medio termine delle loro scellerate iniziative politiche.

Partiamo da Matteo Salvini e dall’intemerato veto allo sbarco dei migranti assiepati sulla Diciotti.

Per comprendere il senso della mia critica, partirei dalle attribuzioni del Ministero dell’Interno in materia di pubblica sicurezza.

Secondo l’art. 1 della legge 121 del 1981, il Ministro dell’Interno: “…1. Il Ministro dell’interno è responsabile della tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica ed è autorità nazionale di pubblica sicurezza. Ha l’alta direzione dei servizi di ordine e sicurezza pubblica e coordina in materia i compiti e le attività delle forze di polizia. ..”  (Attribuzioni Ministro dell’Interno).

Si tratta allora di comprendere se, nel caso che interessa, sussistano esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.

La Corte Costituzionale ha chiarito che la sicurezza pubblica si concreta nella “funzione inerente alla prevenzione dei reati o al mantenimento dell’ordine pubblico”  (Sicurezza pubblica).

Vi è dunque il pericolo che i migranti a bordo della Diciotti commettano reati o magari li abbiano già commessi?

La risposta, giuridicamente argomentata, è no!

Muoviamo infatti da una prima constatazione: la Diciotti è una nave italiana della Guardia Costiera.

Tecnicamente si tratta di territorio italiano.

Questo significa che i migranti sono già entrati nel nostro territorio.

Gli stessi dunque potrebbero essere destinatari di un provvedimento di respingimento ai sensi dell’art.  10 comma 2° lettera b) del Dlgs. 286/1998 (Respingimento) – non essendovi dubbio che la loro ammissione sulla Diciotti è avvenuta per finalità di pubblico soccorso.

Tuttavia, c’è un piccolo problema.

Il comma 4° dell’articolo 10 qui sopra menzionato prevede che: “…Le disposizioni dei commi 1, 2 e 3 e quelle dell’articolo 4, commi 3 e 6, non si applicano nei casi previsti dalle disposizioni vigenti che disciplinano l’asilo politico, il riconoscimento dello status di rifugiato ovvero l’adozione di misure di protezione temporanea per motivi umanitari…”.

Ovviamente, per comprendere se taluno abbia diritto all’asilo politico è necessario fargli presentare la domanda ed esaminarla.

Ciò anche perchè l’articolo 10 della nostra Costituzione stabilisce che: “…Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge…”.

Nel caso della Diciotti, per espressa ammissione dello stesso comandante (Dichiarazioni comandante Diciotti), la maggioranza degli ospiti è di nazionalità eritrea.

Come noto, in Eritrea fino ad un mese fa vi era una guerra sanguinosa con l’Etiopia e le libertà costituzionali erano sospese.

In linea puramente astratta, dunque, la maggioranza dei migranti a bordo della Diciotti avrebbe diritto all’asilo politico.

Ma se anche così non fosse, il diritto dei potenziali richiedenti asilo a presentare la domanda è sancito dall’art. 31 della Convenzione di Ginevra del 1951 (sottoscritta dall’Italia) – secondo cui: “…1. Gli Stati Contraenti non prenderanno sanzioni penali, a motivo della loro entrata o
del loro soggiorno illegali, contro i rifugiati che giungono direttamente da un territorio
in cui la loro vita o la loro libertà erano minacciate nel senso dell’articolo 1, per
quanto si presentino senza indugio alle autorità e giustifichino con motivi validi la loro
entrata o il loro soggiorno irregolari. ..
(Convenzione di Ginevra).

Tale norma peraltro esclude qualsiasi sanzione penale a carico dei potenziali richiedenti asilo.

I migranti dunque non hanno commesso alcun reato e non procedendo alla loro identificazione è impossibile comprendere se tra loro vi siano persone già fotosegnalate per la commissione di precedenti reati.

E’ quindi evidente che non sussistono i presupposti per l’esercizio, ad opera del Ministro dell’Inferno, di alcuna attribuzione.

Lo stesso, al contrario, sta palesemente violando il codice penale e segnatamente l’art. 289 ter cp – a norma del quale: “…Chiunque, fuori dei casi indicati negli articoli 289-bis e 630, sequestra una persona o la tiene in suo potere minacciando di ucciderla, di ferirla o di continuare a tenerla sequestrata al fine di costringere un terzo, sia questi uno Stato, una organizzazione internazionale tra più governi, una persona fisica o giuridica o una collettività di persone fisiche, a compiere un qualsiasi atto o ad astenersene, subordinando la liberazione della persona sequestrata a tale azione od omissione, e’ punito con la reclusione da venticinque a trenta anni…” (Art. 289 ter cp).

In sostanza, abbiamo un Ministro, istituzionalmente preposto a far rispettare le leggi, che le sta palesemente infrangendo!

Analogo discorso vale per il sodale Di Maio Luigi detto O’ Rimorchio.

Nel senso che lui va a rimorchio di qualunque cosa dica Salvini – aggiungendo poi le proprie cavolate argomentative.

Mi riferisco ovviamente alla minacciata sospensione dei versamenti in favore dell’Unione Europea.

Ora, se il riferimento è alle somme già stanziate con l’approvazione del bilancio che viene a scadenza, si tratta di una palese violazione degli obblighi internazionali.

Infatti, il trattato sul funzionamento dell’Unione Europea ed il successivo regolamento attuativo (l’ultimo del 2012) prevedono che le decisioni del Consiglio sono adottate all’unanimità.

Il 1 dicembre 2016 è stato approvato il bilancio europeo per il 2017.

Il 30 novembre 2017 è stato approvato il bilancio europeo per il 2018.

Immaginando che Di Maio si riferisca al bilancio per il 2019, credo che il vicepremier abbia le idee ben confuse.

Infatti, il Consiglio europeo ha già approvato la sua posizione ufficiale – ancora a luglio 2018 (ooops ma i nostri erano già in carica??).

E’ ben vero che la decisione finale arriverà agli inizi di settembre ma è altrettanto vero che il veto sarebbe una palese sconfessione della linea del Ministro Moavero e degli ambasciatori – rendendoci così del tutto ridicoli di fronte all’intera comunità internazionale.

Di Maio poi dimentica che l’intera nostra politica agricola è finanziata dall’Ue e che minacciare di non versare i contributi ovviamente comporterà delle ritorsioni.

E’ pronto O’ Rimorchio a farsi carico di un’altra protesta dei forconi? E la Lega (che se vi ricordate cavalcò per anni la storia delle quote latte) è disponibile ad affiancarlo in questa battaglia?

Ecco, siamo in presenza di analfabeti totali.

Di gente che andrebbe mandata a scuola e sculacciata ogni volta che dice una sciocchezza.

Invece li abbiamo fatti ministri.

Avvocato ammministrativista e penalista.

Appassionato di diritti umani e delle minoranze.

Vive ancora nell’illusione che nella vita esista una morale.