Apple, il coraggio di osare

Ho avuto molti computer Apple, ma non sono mai stato un vero cliente Apple.
Non perchè i prodotti Apple non mi piacessero, mi sono sempre piaciuti moltissimo, ma perchè le esigenze lavorative ed in generale le mie necessità personali rendevano per me inutili gli Apple.
Quindi chi vi scrive è sì un cliente-tipo Apple, ma un cliente tipo impossibilitato a concretizzare questa sua vocazione… sono un vorrei ma non posso.
Non un vorrei ma non posso per ragioni di prezzo (adesso magari si, ma in altri periodi della mia vita mi sarei potuto comprare tutti gli Apple che volevo) ma non posso perchè gli Apple erano belli ma inutili.
Erano, al passato… ma su questo magari tornerò in un altro articolo.
Questo è dedicato al mobile.

Il primato di Apple non è mai stata la tecnologia in sè, sono sempre state belle macchine ma alla fine non avevano nulla di particolare… addirittura il Mac Pro che un tempo avevo a Roma (in prestito) montava la medesima mothboard Intel sual Xeon dello storico IBM con cui per tanto tempo mi sono guadagnato il pane quotidiano (si Mary, quello che lanciai fuori dalla finestra per colpa tua  :mrgreen: ).
No ragazzi miei, il genio di Jobs non era nella tecnologia ma in qualcosa di molto più sottile eppure dirompente: gli altri costruttori piegavano la forma alle esigenze della tecnologia, mentre Jobs intuì che ciò che il mercato di elite ricercava era una tecnologia piegata alle esigenze della forma.
Se oggi l’informatica, informatica in tutte le sue vesti, conosce anche la bellezza lo dobbiamo al fatto che il signor Jobs comprese che valeva la pena investire moltissimo denaro per creare opere d’arte come queste:

Certo si rischia di andarci falliti, ma se si ha il coraggio di osare anche oltre il rischio di fallimento e l’idea è buona… beh in questo caso ci si ritrova ad essere l’azienda più capitalizzata del pianeta!

Ma torniamo all’argomento dell’articolo, l’immancabile pippone su questo oggetto:

Non esiste un blog degno di tale nome che non abbia dedicato un centinaio di righe all’iPhone X ed Uncino piega il collo a tale esigenza.
A modo suo, ovviamente, guardando la cosa da un altro punto di vista, cercando i risvolti trascurati dagli altri.
Qual è la vera novità di iPhone X? le corna?
Sembrerebbe di sì, visto che da qui ad un anno tutti i critici di quelle corna saranno impegnati a lodare il notch del proprio telefono perchè quelle corna sono state imitate da tutti gli altri costruttori.
Ecco… no.
Il notch, così come la sparizione del tasto home sono sicuramente una rottura con il passato, sia per Apple che per gli altri, rottura che Apple ha dovuto attendere l’occasione del decennale per poter forzare nel mercato… ma non è quello.
La vera novità sono i 1300 dollari/euro di prezzo.
Ed è anche la novità più positiva che Apple, sfruttando l’incredibile forza commerciale del proprio brand, ha avuto il coraggio di imporre al mercato (stravincendo).

Cosa c’è di positivo nel proporre un terminale mobile ad oltre mille euro? il fatto che abbattuto quel tabù chipmaker ed OEM per la prima volta sono stati veramente liberi si spingere fino ai limiti delle possibilità attuali il contenuto tecnologico. i materiali e la cura costruttiva dei propri prodotti di alta gamma.
Da iPhone X in poi il settore dei terminali mobili è cambiato; adesso il segmento midrange ha preso il posto del vecchio premium, quindi terminali adatti ad assolvere qualsiasi ragionevole compito l’utente intenda assegnare loro ed i top di gamma, finalmente liberi dal dover fare i conti con prezzi troppo bassi, sono divenuti quelli destinati ad assolvere anche i compiti irragionevoli.
un top di gamma attuale e delle generazioni future, grazie ad Apple che con il suo iPhone X ha avuto il coraggio di azzardare (e vincere, va sempre ricordato) adesso è veramente lo stato dell’arte, è il dito che tocca l’asticella… sopra quello non ci può essere niente perchè non esiste niente.

Grazie Apple.

Federico