Assia Montanino: come buttare nel wc anni di battaglie sulla meritocrazia

Assia Montanino: chi è costei?

Se qualcuno ancora legge i miei articoli si ricorderà che stiamo parlando della giovane segretaria particolare del Ministro del Lavoro, Luigi “O Pummarola” Di Maio.

Assia Montanino è titolare di un incarico fiduciario.

In pratica, Luigi Di Maio l’ha scelta personalmente – senza espletare alcuna selezione.

Sul sito del Ministero del Lavoro è stato finalmente pubblicato il curriculum vitae del giovane virgulto (Curriculum vitae).

Curriculum vitae dal quale si evince che la Dottoressa Montanino, dopo la laurea, ha conseguito un master della durata di ben 160 ore (corrispondenti a 20 giorni a tempo pieno e a 40 se il master aveva durata giornaliera di sole 4 ore).

Eh poi sì, attendeva – immagino con profitto – alla pratica di consulente del lavoro.

Si tratta di un curriculum assolutamente confacente ad una persona alle prime armi, magari destinata ad un brillante futuro professionale ma del tutto sprovvista – al momento – di qualsivoglia specifica, rilevante capacità.

La domanda che mi pongo è la seguente: perchè “U Pummarola” l’ha scelta?

La giustificazione fornita dal ministro è la seguente: ho voluto premiare una giovane il cui padre aveva avuto il coraggio di ribellarsi agli estorsori, di resistere alla camorra che pretende il pizzo.

Giustificazione anche sensata se non fosse che per le vittime del racket esiste un apposito fondo che le indennizza (Relazione antiracket 2017) e che rappresenta la risposta istituzionale dello Stato al fenomeno.

La scelta di Di Maio dunque è una scelta “non istituzionale”; una scelta premiale.

Ma perchè Assia Montanino e non una qualunque altra figlia di una vittima del racket?

La risposta si rinviene proprio nel curriculum vitae della giovane dottoressa.

E’ di Pomigliano D’Arco, lo stesso Paese dal quale proviene Di Maio ed ha già svolto tale funzione quale addetto di segreteria alla Presidenza della Camera dei Deputati.

In sostanza, è un’attivista dei cinquestelle concittadina del vicepremier.

In breve, una raccomandata nel senso che, per ricoprire quella posizione, ha beneficiato della scelta discrezionale del suo pigmalione politico – senza sottoporsi ad alcun vaglio concorsuale o comparativo.

Niente di male per carità.

Come detto l’incarico è fiduciario e quindi Di Maio può scegliere chi diavolo vuole.

E tuttavia ancora il 19 giugno 2018, dagli studi ovattati di Porta a Porta, il nostro “amato” leader tuonava che la priorità non era censire i rom in quanto: “c’è il censimento di tutti i raccomandati che ci sono nella pubblica amministrazione e nelle aziende di Stato” (Di Maio: censiremo i raccomandati).

Certo alcuni di voi ricorderanno l’intemerata previsione della costituzione di un ministero della meritocrazia (Di Maio: serve ministero per la meritocrazia).

Ministero che doveva permettere ai giovani e meno giovani meritevoli di raggiungere gli obiettivi della loro vita.

Per chi come me si è sempre fatto il mazzo senza santi in paradiso, sono parole sante.

E come me così la pensavano in tanti nel Movimento (Trasparenza e meritocrazia).

Peccato che alla prova dei fatti questi principi, come molti altri, siano stati traditi – premiando chi, meritocraticamente parlando, non meritava proprio nulla.

Massimiliano

Avvocato ammministrativista e penalista.

Appassionato di diritti umani e delle minoranze.

Vive ancora nell’illusione che nella vita esista una morale.