Brunch project –  come trasformare un pc in un vero chromebook 

Ho visto che negli ultimi tempi Federico ha dedicato alcuni articoli interessanti a FydeOS, del quale in passato mi ero occupato anch’io, e perciò desidero informare i lettori di Uncino di un altra alternativa, ovvero il Brunch project https://sites.google.com/view/brunch-project/documentation/how-to-install-chrome-os-on-your-laptop 

Si tratta di un progetto open source presente anche su Github e lo scopo di questo intervento non è cercare di spiegare come installare Chrome OS attraverso il Brunch project, perché andando al link si trovano istruzioni più chiare di quelle che potrei fornire io e lo sviluppatore risponde nel giro di poche ore a qualunque domanda, ma di spiegare a grandi linee come funziona e perché sarebbe interessante installarlo. 

Non starò nemmeno a descrivere l’esperienza d’uso perché, se l’hardware è supportato, avrete un vero e proprio chromebook.

Due soli concetti per caratterizzare il Brunch project:

  • vero Chrome OS
  • aggiornamenti dai server di Google, conservando tutti i propri dati

Una piccola premessa, anche se probabilmente i lettori di Uncino già lo sapranno, esiste Chrome OS ed esiste Chromium OS. 

Chrome OS è la versione ufficiale presente sui chromebook che contiene anche codice proprietario e closed source ed il Play store, Chromium OS è la versione open source che chiunque, almeno in teoria,  potrebbe compilare per il proprio pc. 

Senza dilungarsi troppo, di Chromium OS esistono 3 versioni disponibili in rete, ovvero: 

  • Fyde OS, che è quella più customizzata ed elaborata, che contiene, tramite una elaborazione proprietaria, anche il Play store e fa girare le app android
  • Cloudready, di cui si è già parlato su Uncino, prodotto dalla Neverware in collaborazione con Google in versione free ed a pagamento, che è focalizzata sul recupero di vecchio hardware (addirittura parte del quale viene certificato) che, tuttavia, non prevede di abilitare le app android, anche per ragioni legali;
  • le distro di Arnoldthebat, compilate da un appassionato che è molto disponibile ad aggiungere il supporto a qualunque tipo di hardware, ma legate appunto al tempo che ha questo sviluppatore a disposizione, pure queste senza app android.

Fino a pochi mesi fa, per utilizzare chromium o chrome OS ed android su un pc non nato come chromebook le alternative erano Fyde OS oppure una soluzione un po’ complessa, Project croissant, che prevedeva l’installazione di Chrome OS con una serie di passaggi non alla portata di tutti ed un po’ aleatori https://forum.xda-developers.com/hardware-hacking/chromebooks/guide-installing-official-chrome-os-pc-t3865697 

Io stesso non ci ho speso tempo più di tanto, perché non era possibile fare aggiornamenti senza  piallare tutto il sistema. 

Dallo spunto di Project croissant uno sviluppatore francese, Sebanc, ha creato un sistema assai semplice per installare il vero Chrome OS, ovvero il Brunch project di cui si occupa questo articolo, che consente aggiornamenti regolari senza operazioni distruttive. 

Per vero Chrome OS si intende che si deve scaricare dal sito ufficiale di Google https://cros-updates-serving.appspot.com/ la recovery ufficiale consigliata in relazione al tipo di hardware, nonché il pacchetto realizzato da Sebanc e lanciare un semplice script per la realizzazione, sulla chiavetta usb, di un chrome OS che potrà essere avviato dalla chiavetta stessa o successivamente installato sul disco fisso. 

Per farla semplice, il sistema di Sebanc interviene solo sulla partizione Root C, senza stravolgere il resto di Chrome OS, tant’è che funziona persino lo sblocco dello schermo col cellulare come nei veri chromebook. 

Più nel dettaglio, il tutto si basa sulla compilazione di un kernel standard di Ubuntu con delle patch specifiche per fare il boot di un Chrome OS ufficiale

La utilizzo su un Lenovo Yoga 11e 5th Gen con processore N4100 e soli 4 giga di ram, nato con un lentissimo Windows 10 ed acquistato a 179 Euro (!) durante il lockdown proprio per smanettarci sopra, e funziona tutto, incluso il supporto alla penna Wacom ed il riconoscimento della modalità tablet.

L’unica cosa che non funziona è, appunto, l’accelerometro e difficilmente il problema sarà risolto, ma il tutto è dovuto alla particolarità del mio dispositivo. Sul Surface di Microsoft, che era il dispositivo su cui Sebanc aveva iniziato a sviluppare questo framework, funziona tutto. 

Lo sviluppatore è comunque molto attivo e rilascia patch a ripetizione per ampliare il supporto hardware

Detto questo, il Brunch project mi pare consistente e mi sento di consigliarlo, anche per un uso professionale se non addirittura aziendale, a chi abbia una certa dimestichezza con Linux o abbia uno smanettone nei paraggi in occasione degli aggiornamenti. 

Se, invece, volete un sistema  chiavi in mano che vi consenta, una volta installato anche da terzi, di non avere più pensieri, Fyde OS o Cloudready sono sicuramente preferibili. 

Spero di avervi incuriosito.