Chromebook, android, linux… Windows: le mie esperienze di lavoro a cavallo tra le varie piattaforme, con particolare riferimento alla mia professione

Il resoconto della  mia esperienza deve essere vista un po’ come un complemento a questo altro bell’articolo https://uncino.eu/blog/ma-un-chromebook-e-adatto-per-lutente-medio/

Difficile fare del tutto a meno di Windows se sei un avvocato

Temo ci sarà sempre un qualche programma che girerà solo su Windows… Non credo ci sia dietro una qualche strategia e penso sia solo pigrizia degli sviluppatori e scarsa spiinta di mercato, ma il supporto per Linux è ondivago.

Al momento questo programma è la consolle avvocati, che richiede per la firma digitale l’uso delle chiavette Usb di Aruba che  su Linux a 64 bit non vogliono saperne di funzionare! Tanto meno su Chrome Os e Crostini.

Ragion per cui una qualche macchina con quel sistema operativo la dovrò sempre tenere.

Più spesso in studio e raggiungibile con google remote desktop.

Ma, ad essere sinceri, durante le vacanze avere dietro un portatilino con Windows cui attaccare le chiavette Usb per la firma digitale è sempre comodo.

Uso Linux da anni

Detto questo, sono un utente quasi esclusivo linux a partire dal 2008 e, in quegli anni, Linux era ancora acerbo, ma era una ventata fresca, perché faceva rinascere anche i pc più lenti a nuova vita e, soprattutto, niente necessità di antivirus!

Oggi Linux non è più così acerbo e basta per le esigenze di un utente medio, soprattutto se si tratta di qualcuno che “vive”  nel browser e qui il riferimento all’ecosistema di Google è voluto, ma non è più così leggero come una decina d’anni fa ed ancora non si si trova installato sui pc venduti al centro commerciale. 

Le maggiori distribuzioni funzionano benissimo sui pc fissi, mentre danno spesso problemi sui portatili più recenti, spesso riducendone l’autonomia, che sui portatili è essenziale. Insomma, un’esperienza non sempre consistente e tale da richiedere spesso lavoro aggiuntivo, di regola non alla portata di un utente comune.

Voglia di novità – chrome Os è un’altra storia

Perciò, verso la metà del 2017, magari anche un po’ stufo di Linux, mi ero messo in testa di provare Chrome Os ed avevo testato su dei vecchi pc fissi cloudready, che è una distribuzione di chromium Os, la versione open source di Chrome Os: mi piacque e all’epoca stava uscendo la prima implementazione di Android sui “veri” chromebook ed io non vedevo l’ora di provarne uno.

Così, dopo le vacanze estive del 2017, mi misi in cerca del modo di provare un chromebook senza spendere un capitale, trovai un sito tedesco che vendeva chromebook provenienti da un demopool ed usati per poche settimane e comprai un Lenovo 11e chromebook Yoga (perciò con touchscreen) di terza generazione a 199 Euro… Un vero affare! Mi venne poi scippato un paio di mesi dopo, ma ne comprai a soli 30 Euro in più uno di quarta generazione, come ho già scritto qui https://uncino.eu/blog/fydeos-abilitare-la-sincronia-con-account-google-piu-qualche-divagazione/ che ora usa prevalentemente mia moglie: il miglior acquisto mai fatto in campo tecnologico e poi arrivò anche Linux con Crostini.

Poco hardware, buona velocità, incredibile autonomia

Diciamo subito che lo schermo era ed è scarso come risoluzione, ma con ottima visibilità laterale ed un ottima sensibilità al tocco. Il processore un modesto Celeron N3450, una discreta ram di 4 giga ed uno storage di 32 giga che, per Chrome Os bastano ed avanzano, anche installando Linux.

Risultato: una macchina molto robusta e sempre velocissima nella navigazione e nell’apertura dei programmi Linux e delle App android che mi servono per lavoro e batteria con un’autonomia reale, tenendo la luminosità al 50%, di 14 ore di lavoro. Non 14 ore lavorando ogni tanto, proprio 14 ore di lavoro effettive. Una cosa impensabile con Windows, salvo spendere 1.000 Euro od anche di più.

Certo, l’hardware è quello che è e, ad esempio, ieri mi è capitato un pdf con dettagli molto pesanti, ovvero un capitolato di lavori edili presso un centro Ferrari a Maranello con il dettaglio grafico delle opere  e, per visualizzarlo (piuttosto agevolmente) ho dovuto usare l’app android di Xodo, perché chrome boccheggiava sulla pagina 63 (sic!) ma è l’unica occasione in cui ciò mi è capitato. Diciamo che ad un ingegnere edile consiglierei un prodotto differente, con processore e ram diversi.

I programmi che uso e le mie esigenze – confronto tra le piattaforme

Detto questo, cercherò di illustrare perché, per il mio uso specifico, chrome Os è molto meglio di Windows.

Qui le mie necessità e premetto che ad un avvocato non serve un hardware di fascia alta per lavorare: 

  • suite office: vivo benissimo con la Gsuite e, al peggio, uso libreoffice attraverso Crostini. All’occorrenza uso la suite di Microsoft on line. Qui c’è un pareggio con  Windows, se non fosse che tutto gira un po’ più veloce e molto più fluido in chrome Os a parità di hardware;
  • dati in cloud: i miei dati sono sia su Dropbox che su Google drive e sono sincronizzati attraverso un servizio remoto. Ovviamente ciò avviene in modo indipendente dalla piattaforma, ma su Chrome Os l’integrazione è più semplice, google drive lo si vede nativamente nel filesystem (anche se non è presente in locale) e per Dropbox basta scaricare un plugin ed avviene lo stesso. Con windows è più complesso, perché il sistema è orientato a farci salvare i dati sia  in locale che in remoto ed io che ho decine di giga di dati da sincronizzare, riempirei lo storage del portatile in pochi minuti, perciò debbo avvalermi di un servizio come Raidrive https://www.raidrive.com/ che mi consente di fare apparire le cartelle remote come cartelle locali. Comunque un sistema più complicato, che richiede una applicazione aggiuntiva, che non tutti conoscono, ed anche un po’ più lento;
  • email di studio:  le mail dello studio le gestisco con gmail (cui ho dato la possibilità di gestire le mail col mio dominio) perciò qui è parità tra Chrome Os e qualunque altro sistema operativo, perché uso il browser. Piccolo vantaggio per Chrome Os, perché posso usare anche l’app gmail di android, che è più scattante;
  • email di exchange: ho anche una mail di exchange di una società con cui collaboriamo. In Chrome Os uso una app android che si chiama TypeApp https://play.google.com/store/apps/details?id=com.trtf.blue , la quale aggiunge un account exchange al chromebook, che si rivela un vantaggio col google calendar di android, come vedremo dopo. Su windows posso usare l’app di posta, che funziona discretamente, seppure meno veloce, ma sul calendario ci saranno appunto alcuni svantaggi;
  • mail pec: qui il vantaggio per il chrome Os è nettissimo, perché l’app outlook per android della stessa Microsoft  https://play.google.com/store/apps/details?id=com.microsoft.office.outlook&hl=it è un razzo in confronto a Thunderbird, che deve essere anche munito della estensione thunderpec;
  • calendario: come detto prima, uso il calendario di google e talvolta ho bisogno di visualizzare eventi da un account di exchange. Spesso allego dei file salvati in google drive agli impegni del calendario di google, funzione utile per le udienze e gli appuntamenti. Nella versione web di google calendar non è possibile visualizzare gli appuntamenti di exchange, mentre con l’app android di google calendar (a condizione di avere installato typeapp) si possono visualizzare tutti gli appuntamenti di exchange, nonché ovviamente quelli dell’account di google, inclusi gli allegati…. In windows, se voglio visualizzare sia gli appuntamenti del google calendar che quelli di exchange, devo aggiungere i due account all’app “posta” e poi usare il (lento) calendario di windows, che non mi consentirà però di vedere gli allegati agli impegni dell’account google. Insomma, windows esce stracciato in questo particolare test, sicuramente condizionato dalle mie particolari esigenze;
  • gestionale udienze e pratiche: questa è una mia necessità particolare e non estensibile alla maggioranza degli avvocati, ma tant’è. Io uso JDavide, un vecchio programma in java ed open source, peraltro funzionale. In chrome Os gira  attraverso Crostini con grande agio; in Windows funziona altrettanto bene.
  • sincronia con Dropbox e Google Drive – limiti di Crostini – il client di Dropbox non funziona più: i dati di questo gestionale, per mia scelta, sono sincronizzati on line su Dropbox e Google Drive. Uso rclone, che è un’utilità da linea di comando che faccio partire per scaricare da remoto o caricare su remoto i dati solo quando voglio io. Su chrome Os è obbligatorio usarla, perché Dropbox non supporta più il  filesystem di Crostini, su Windows è una scelta e potrei usare altri sistemi. Rclone può essere usato anche direttamente dalla shell di windows ma, per comodità e perché mi trovo meglio con Linux, anche su Windows uso WSL, di cui parlerò tra poco;
  • linux: sì, i puristi dicono GNU Linux, ma noi siamo normali e come dicono a Velletri (dove sono stato  giovedì) “famo a’ capisse”! Ora, che c’entra Linux con Windows? Beh, abbastanza. Con i chromebook installare Linux è facilissimo e pressoché necessario se si vogliono fare girare applicativi specifici che su Chrome Os od Android non hanno equivalenti. Ma anche su windows 10 esiste Wsl, ovvero la possibilità di installare una distribuzione Linux quasi pienamente funzionante (col limite principale che si appoggia sul kernel di Windows). Con poca fatica, a questa distribuzione nata per funzionare da linea di comando e con l’occhio rivolto agli sviluppatori, è possibile aggiungere anche una interfaccia grafica (ad esempio facendo girare un server VNC cui collegarsi da un client). Beh, qui è un mezzo pareggio, nel senso che linux è più nativo in Chrome OS, ma non è malaccio neppure con WSL in WIndows, in riferimento a quello che serve a me. Certo, ai chromebook aggiunge notevoli funzionalità, mentre in windows è la ciliegina sulla torta;
  • controllo udienze con giustizia civile (app android https://play.google.com/store/apps/details?id=it.giustizia.civile ): su windows ovviamente non funziona, mentre su chrome Os va benissimo, ma richiede un touchscreen;
  • sicurezza: i virus per windows non intaccano Chrome Os (né Linux). Punto. Perciò non ci si deve preoccupare di usare una chiavetta Usb altrui o di scaricare un allegato. Su windows ci sono sì gli antivirus, ma il livello di sicurezza è innegabilmente inferiore e bisogna sempre fare attenzione. Qui Chrome Os vince a mani basse.

Per chiuderla, perché sono stato prolisso, col mio uso un modestissimo chromebook 2 in 1 ha il solo limite di una applicazione (che peraltro uso di solito in studio e non in mobilità) che richiede windows e, per il resto, è molto più immediato e fluido di Windows su macchine con le stesse specifiche. Lo consiglio a qualunque persona ed anche specificatamente a chi, come me, fa l’avvocato.