Covid 19 – voglio Mago Merlino nel CTS

Voglio una persona qualificata nel comitato tecnico scientifico e, nonostante l’età,  l’unico con le carte in regola è il vecchio Merlino, mago esimio e guaritore.

L’altra sera ci siamo visti al pub di Camelot e, dopo una abbondante libagione di idromele, previo consulto con sua sorella la fata Morgana, mi ha confidato un segreto sulla Covid 19….

Dice che l’unico numero che noi abbiamo conosciuto con sicurezza è quello dei ricoverati in terapia intensiva,  parecchie migliaia in tempi di lockdown ed ora appena  una quarantina di persone.

Anche ai tempi di Re Artù era difficile capire di cosa morissero le persone, perché magari non arrivavano al pronto soccorso di Camelot e nei villaggi dei dintorni non si facevano le autopsie.

Anche allora, appunto, l’unica cosa certa era il numero di persone ricoverate in ospedale nei vari reparti.

Mi ha comunque assicurato che, all’epoca, se uno arrivava con la testa mozzata di netto dalla spada del cavaliere nero, anche se fino a 5 minuti prima tossiva e starnutiva, sul certificato di morte scrivevano che la causa era stata la spada e non la tosse e si è stupito dei criteri odierni.

Quando gli ho chiesto che cosa  pensasse dei contagi di questi giorni, senza neanche consultare la sfera magica, mi ha risposto, in perfetto gaelico:  Bullshit!

Ha precisato che nell’ambiente dei druidi hanno esaminato con sommo interesse l’indagine dell ATS di Bergamo da cui risulta che il 57% dei bergamaschi ha avuto la Covid 19 (ben oltre 600.000 persone).

Dice Merlino che, per questa ragione, tutti i maghetti della zona, apprendisti stregoni compresi, pensano che alcune decine di contagi in Lombardia siano una goccia nel mare.

Con riferimento ai contagi delle altre regioni d’Italia, mi ricorda che, anche ai suoi tempi, talvolta alcuni giovani cavalieri tornavano da terre lontane con strani morbi presi dalle danzatrici di quei paesi esotici.

Sostiene il vecchio Merlino  che già c’era l’abitudine di tenerli separati, senza però drammatizzare troppo la cosa.

Anche perché i virus respiratori, diversamente dalla magia nera, non passano attraverso i muri e non colpiscono a lunga distanza come le catapulte del cavaliere nero.

Tra l’altro, quando c’erano le pestilenze alle frontiere, c’era la tendenza a passare a fil di spada, per ragioni sanitarie, tutti gli stranieri  che cercavano di varcare di nascosto le mura della cittadella.

Alcuni provavano a dire che  volevano chiedere asilo a Camelot perché non gli andava di vivere sotto il giogo del cavaliere nero, ma ciò non mutava la loro sorte.

Merlino è rimasto molto deluso quando gli ho riferito che adesso sarebbe una condotta discutibile e che non si potrebbe neppure trasformarli in rospi.

Mi ha comunque consigliato quanto meno di applicare ai richiedenti asilo le stesse cautele adottate per i giovani cavalieri birichini.

Anche su questo ho dovuto dirgli che si stanno avendo delle difficoltà e di nuovo il vecchio Merlino ha scosso pensosamente la testa e si è aggiustato il cappello stellato.

Gli ho spiegato che la democrazia ed i diritti umani impongono procedure leggermente diverse da quelle dei suoi tempi.

Mi ha allora ricordato che l’OMS e tutti gli scienziati dicono che non si tratta di una pandemia stagionale e che, pertanto, logicamente non siamo di fronte ad una seconda ondata, ma alla coda od alla prosecuzione della prima.

Ha proseguito ammonendomi che essendo stato il lockdown allentato da molti mesi, questi contagi erano da aspettarsi, ma i morti sono ormai pochissimi e le terapie intensive sono vuote.

Ha anche osservato che, in realtà, nei mesi passati non avevamo alcuna indicazione del reale numero dei contagiati, ma appunto solo dei ricoverati, sicché, sempre in puro gaelico:  Bullshit one more time!

Gli ho chiesto come mai il prof. Crisanti dica che le terapie intensive in Veneto si stanno riempiendo se non è vero.

Gli ho anche domandato perché il Prof. Lopalco riferisca di 5  giovani tra i 20 ed i 30 anni con polmoniti severe da Covid 19 in Puglia se poi nei bollettini anche quelli non ci sono.

Con imbarazzo, Merlino ha replicato che non vuole parlare dei colleghi.

Il vecchio mago ricorda però che, anche ai suoi leggendari tempi, di pestilenze ce ne erano state tante e loro erano contenti quando diminuivano i morti ed i malati gravi e, quando ciò capitava, magari per un po’ evitavano di fare feste da ballo nelle discoteche di Camelot.

D’altro canto, Artù era piuttosto preoccupato che queste occasioni potessero favorire la liason tra sua moglie Ginevra e Lancillotto ed era favorevole ad impedire la movida intorno alla tavola rotonda.

Più che il distanziamento sociale, gli interessava distanziare la moglie dagli spasimanti, a dire il vero.

In ogni caso, tutti continuavano a stare sereni, si limitavano a fare meno feste ed a salutarsi senza togliere il guanto di ferro,  e, di regola, si preoccupavano solo quando i morti aumentavano e non quando la gente continuava a guarire, pensa che tipi!

Per questa ragione, voglio Mago Merlino nel CTS o a capo di una task force apposita, magari munita di draghi sputafuoco.

Sognare non costa nulla.