Cryptojacking, il malware (quasi) buono

Credo che tutti conoscano le criptovalute, l’ultima moda in fatto di rischio che un paio di anni a questa parte imperversa un po’ su tutti i media.
Cos’è una criptovaluta? beh, è un mezzo di scambio simile alla valuta corrente (gli euro, i dollari etc etc), che però non viene rilasciata da un’emittente (ad es una Banca Centrale) ma si stampa in proprio, magari nello scantinato.

Ora, quanto vale una criptovluta? ecco… dipende dall’ora del giorno in cui la si compra, perchè questi oggetti che non sono legati in alcun modo ad una economia reale e tanto meno sono agganciati ad un sistema di cross difesi dalle Banche Centrali hanno una volatilità impressionante, dell’ordine delle decine di punti percentuali al giorno.

E quanto costa stampare una criptovaluta? niente, solo l’ammortamento dell’attrezzatura necessaria e della corrente elettrica.
O almeno costava questo, perchè adesso sta diventando un’abitudine sempre più diffusa quella di usare l’hardware e l’energia elettrica degli altri.
Molti siti in cambio dei servizi offerti in modo gratuito si appropriano di un po’ del vostro tempo di CPU per il mining delle criptovalute, ossia la loro generazione.
In sè questa abitudine non ha niente di negativo, anzi io preferisco di gran lunga regelare qualche minuto di Core i7 invece che trovarmi lo schermo invaso dalla pubblicità; l’unica cosa deplorevole è che questo viene fatto all’insaputa dell’utente.
Cosa diversa è quando tale attività viene imposta ad un cellulare, perchè in questo caso la batteria può soffrirne in modo pesante.

Come potete vedere dall’immagine di apertura la mia macchina è protetta contro il Cryptojacking, e quindi non ho di questi problemi (e neppure vedo la pubblicità, eliminata dall’efficientissimo AdGuard); se volete sapere come ve la cavate voi fate click su questo link e scopritelo da soli.

Federico