E parlando di Unicorni

Da qualche anno sui vari blog e siti orientati alla tecnologia, e non solo su quelli, appaiono ciclicamente articoli su quello che potremmo definire l’unicorno della tecnologia: il fantomatico Surface Phone.


Leggendo i vari articoli, e i  relativi commenti, la prima cosa che salta all’occhio è quanto spazino le opinioni in merito: si va da chi pensa che non esista – e mai esisterà – a chi proclama che arriverà il prossimo trimestre, poi quello successivo, eccetera, eccetera.

Ho deciso, quindi, di aggiungere alla pletora di quanto già detto in merito la mia, personalissima e soggettiva, opinione che – tengo a precisare – si è formata analizzando i pochi e fumosi accenni e mezzi commenti da parte di persone in forza a MS, i vari rumour (più o meno credibili che escono ciclicamente), gli articoli e le analisi sull’argomento pubblicate in rete.

Innanzitutto, ritengo che definire questo elusivo terminale “Surface phone” sia completamente erroneo, in quanto se e quando quest’oggetto del desiderio uscirà non sarà uno smartphone (questa è una delle poche nozioni che traspaiono in modo consistente dai discorsi ufficiali).
Quello che a mio parere potrebbe uscire è un terminale pieghevole (dove con pieghevole si intende a mezzo di una cerniera, in quanto non penso che schermi pieghevoli adatti alla commercializzazione saranno disponibili a breve) che possa essere utilizzato come un mini Tablet. Come dimensioni si potrebbe ipotizzare un 6/7” che aperto offrirebbe una superficie utile di circa 10” (vado un po’ a sciabolate con le misure e le proporzioni). Un qualcosa reminiscente del Famoso Courier, del quale peraltro trapelò solo un rendering, o dell’antesignano del medesimo: il Codex (quest’ultimo è interessante in quanto fu pubblicata anche una clip che, oltre all’hardware, mostrava anche il software utilizzato che si chiamava InkSeine).

Un’altra cosa di cui sono convinto è che questo terminale, se e quando uscirà, non sarà destinato a essere un sostituto, o un’alternativa, agli odierni smartphone. Pur essendo possibile, anzi probabile, che questo nuovo prodotto abbia funzionalità telefoniche e di trasmissione dati sarà mirato a un’utenza professionale e a  segmenti di mercato molto verticalizzati – in altre parole la sua parabola sarà la medesima dei PDAs: nati, popolarizzati e morti in un ambito prevalentemente professionale. Questo poiché le peculiarità, fra cui sicuramente l’utilizzo della penna per scrivere, e potenzialità di questo mini Tablet non hanno rilevanza e quindi non generano trazione per un’utilizzazione ludica o di consumo mediatico, che è ciò che interessa la maggior parte degli utilizzatori di smartphone.

E concludo con la famosa domanda da un milione di dollari: se quanto qui descritto si avvererà, quale sarà invece la prossima evoluzione mirata alla stessa utenza che oggi utilizza uno smartphone?

A presto le mie elucubrazioni in merito.

Ad maiora