Epidemia fuori controllo? Perché non effettuare tamponi randomizzati?

Più l’epidemia va avanti, più penso che i cosiddetti tecnici fossero quei secchioni poco dotati che prendevano appunti su tutto e poco capivano.

Quelli che facevano da tappezzeria alle feste e che, con l’impegno dei poco dotati, sono riusciti, studiando e coltivando le pubbliche relazioni, ad arrivare a posti di responsabilità dai quali sfoggiano con saccenza la loro frustrazione.

Viceversa non c’è altra spiegazione di quanto siano poco lungimiranti.

L’epidemia è fuori controllo, è vero.

Dopo che l’OMS ci ha giurato che stagionale non era, dicendo come al solito una sciocchezza, è venuto fuori esattamente il contrario.

I morti sono pochi o sono tanti? Dipende dal numero degli infetti e questo non è noto neanche in modo approssimativo.

Il contact tracing era una sciocchezza, perché ovviamente non può funzionare per 60 milioni di italiani.

E non ha funzionato da nessuna parte nel mondo occidentale.

I tamponi fatti attualmente con criteri di prossimità ai contagiati, anche se pare diano risultati omogenei in tutta Italia, non sono randomizzati e non possono facilmente essere utilizzati per desumere l’effettivo tasso di contagio della popolazione generale.

Questi benedetti tamponi, però, un aiuto statistico ce lo possono dare: facciamo 50-100.000 tamponi giornalieri randomizzati ed avremo il tasso effettivo di contagio della popolazione.

Immediatamente sapremo quanti italiani sono contagiati e potremo calcolare l’aumento percentuale dei contagiati di giorno in giorno, che sarà anche l’andamento della curva dell epidemia.

E capiremo la cruda letalità del morbo.

Comprenderemo pure se vi sia, come pare probabile, già una certa quota di immunità nella popolazione.

Perché non lo facciamo? Boh, colpa degli pseudo-scienziati che ci ritroviamo.

Meglio chiudere tutto senza neanche sapere il perché, per poi trovarsi a discutere sul nulla.