Fenomenologia di Angelino Alfano (o dell’uomo senza qualità)

Fenomenologia di Angelino Alfano mi sembra il degno titolo per celebrare la capacità di riciclaggio di quest’uomo politico del tutto privo di qualsivoglia capacità politica.

Se non forse quella di incarnare appieno l’italiano medio: superficiale, capace di cadere sempre in piedi, autoreferenziale.

Nel 1963 Umberto Eco pubblicava “Fenomenologia di Mike Buongiorno” un saggio fondamentale sulla televisione all’interno del quale si trova scolpita la seguente frase: “Egli rappresenta un ideale che nessuno deve sforzarsi di raggiungere perche’ chiunque si trova già al suo livello” (Fenomenologia di Mike Buongiorno).

Ecco, questa è una frase che descrive compiutamente Angelino Alfano.

Immagino che i pochi fanatici che leggono i miei articoli si chiederanno per quale motivo oggi scriva di un politico auto-trombato?

La ragione è semplice e si collega ai discorsi che in pubblico ed in privato stavo portando avanti con @StefanoBB e @Federico.

Questa mattina, infatti, sul Corriere della Sera è apparsa la notizia secondo cui Angelino “The quid” Alfano tornerà a fare l’avvocato .

Vabbè è un avvocato, direte voi. Che deve fare?

Già ma lavorerà come “of counsel” per Bonelli Erede ossia il più grande studio legale italiano in qualità di consulente per le aziende con focus in Nord Africa (Of counsel per Bonelli Erede).

In Nordafrica, capite?

Quel Nordafrica da cui, quando era ministro dell’Interno, sono affluiti quasi 280 mila migranti.

Una scelta sicuramente meritocratica quella compiuta da Bonelli Erede che mira a valorizzare le capacità di professionista legale di un avvocato che non esercita da…..diciassette anni

Alfano si è infatti laureato nel 1993 ed è stato eletto deputato regionale nel 1996; per poi assurgere a parlamentare nel 2001 (Deputato regionale e nazionale).

Ovviamente tra il 1996 ed il 2001, Angelino nostro si è occupato di relazioni internazionali.

Ooops no o almeno non se ne trova traccia nel suo curriculum vitae (Curriculum vitae ).

E quindi? Ed allora?

Ed allora, siamo sempre lì. Non ci muoviamo.

Siamo sempre all’interno di quel capitalismo di relazione, di quel marciume diffuso e tipicamente italiano dove le selezioni, gli incarichi vengono attribuiti non già sulla base delle capacità professionali effettive ma sulla scorta dei contatti, dei legami, dei rapporti personali.

Alfano viene scelto perchè è un nome spendibile; una sorta di Bill Clinton de noantri per capirci.

Con una piccola differenza: ad Alfano mancherà sempre il quid.

Massimiliano.

 

Avvocato ammministrativista e penalista.

Appassionato di diritti umani e delle minoranze.

Vive ancora nell’illusione che nella vita esista una morale.