FydeOS (e ChromeOS): considerazioni e mini guida alla configurazione

Ciao, innanzi tutto comunico di aver deciso che almeno per un bel po’ di tempo questo sarà il mio ultimo articolo introduttivo sull’argomento. Non risponderò più o in privato a quesiti su cose già contenute in questo articolo.
Se qualcun altro della comunità vuol farsi carico di seguire l’argomento è il benvenuto, ma almeno da parte mia ritengo di aver dedicato a questa materia tempo ed energie più che sufficienti. Le statistiche del server dicono che i file di configurazione automatica sono stati scaricati oltre 200 volte (173 delle quali dall’Italia), dunque il pubblico di Uncino ha gambe sufficientemente solide per camminare da solo (se lo desidera).
Uncino ospiterà eventuali articoli ben redatti, sia di livello base che avanzato.

Inizio con il rispondere una volta per tutte ad una domanda frequente: qual è la configurazione minima richiesta da FydeOS.
Risposta, onestamente non lo so, occorre fare una pendrive e testare da quella che tutte le principali componenti della macchina siano ben supportate.
Se invece parliamo diuna piena soddisfazione d’uso servono almeno un Core i5, possibilmente di recente generazione, un SSD da almeno 64 GB (consigliati 128 GB) e 4 GB di RAM (consigliati 8GB). La scheda grafica consigliata è quella Intel integrata.
Qualora l’hardware non fosse di generazione recente è possibile che il supporto hardware alla riproduzione dei video non sia supportato; in questo caso occorre andare nei settings del browser (chrome://flags) e disabilitarla (Hardware-accelerated video decode).
Se il BIOS della macchina ha un flag di gestione del supporto hardware alla virtualizzazione esso va abilitato.

Account Fyde: la comunità (non io) ha scoperto che da qualche giorno l’Italia è stata aggiunta ai Paesi abilitati alla creazione degli account FydeOS, quindi non è più necessario impiegare siti che forniscono account fittizi negli USA ed in Cina per la ricezione dell’SMS di conferma (cosa che resta comunque possibile) ma si può utilizzare il proprio numero telefonico ricevendo poi il messaggio di verifica su Telegram, che evidentemente deve essere installato.

Cosa serve per iniziare: quattro fesserie, roba di una decina di minuti. Il moderno ChromeOS è la fusione di Android, Account Google (magari anche Amazon), Linux e WebApp; se come su altre varianti inferiori mancano l’account Google ed il Play Store non si può parlare di un vero ChromeOS ma di una semplice distribuzione Linux con un Desktop Manager un po’ diverso dai soliti.
Per ragioni “politiche” (in Cina Google è ufficialmente bannata) FydeOS viene fornito senza il supporto ad account diversi da quello FydeOS, quindi senza la possibilità di usare l’account Google ed il Play Store.
Tuttavia gli stessi produttori forniscono un’app ufficiale che consente di trasformare radicalmente il sistema abilitando il pieno supporto ad ogni tipo di account e l’installazione dei Google Play Services ( i famosi Google Mobile Services che mancano ai nuovi terminali Huawei) ed il Play Store con un singolo click di mouse.
Vi suona strano? non lo è. Sotto il profilo forniscono un prodotto privo di supporto Google; se poi l’utente, europeo o cinese che sia, se lo installa da solo… beh non è un loro problema. Anche in Cina si aggirano le leggi.
Una volta eseguita tale procedura tutto si trasforma e la macchina diventa un normalissimo Chromebook, molto difficile da distinguere da quelli originali.

Il primo step è l’abilitazione di Android; si usa l’app già presente nello Shelf, si spunta la casella e si va avanti.
Una volta fatto si aprono i normali “settings” di Android (istantaneamente su un’installazione SSD, dopo molto su disco meccanico o pendrive).

 

Ora si può trasformare il sistema tramite l’app Open Gapps.

Generalmente la si trova pre installata nello Shelf; qualora non ci fosse va scaricata tramite il loro Web Store, sempre pre installato, scrivendo “Gapps” dove c’è la lente di ingrandimento.

 

 

Da notare che i Play Services vengono scaricato da SourceForge (uno dei principali supporti mondiali all’Open Source) che spesso è intasato e questo causa errori.
Se dovesse verificarsi continuate a provare fino a quando la procedura non va a buon fine (si riesce sempre).

Adesso avete un “vero” Chromebook completo di Play Store, che naturalmente va registrato al vostro account Google.

Ora passiamo al Linux, che è importantissimo perchè sebbene nel Play Store ci sia ormai software commerciale di alto livello, gran parte dell’operatività viene svolta da Linux che garantisce un enorme numero di applicativi espressamente pensati per il desktop, sia gratuiti che commerciali.

Si parte dall’abilitazione del flag New Crostini containers use Buster nei flag del Chrome, che forzerà l’utilizzo dell’ultima versione stabile di Debian.
A seguire dai settings di FydeOS (rotella nel menù “orologio”) si scorre fino a trovare il supporto Linux e lo si installa.Una volta terminato il sistema aprirà il terminale Linux. Non chiudetelo!
Nello Shelf verrà anche aggiunto un gruppo di icone Linux che per ora contiene il solo terminale.
Finita l’installazione (un po’ lenta se non si possiede una FTTH perchè scarica e configura una distribuzione completa) occorre personalizzarla per l’italiano ed installare il comodo gestore grafico dei pacchetti.

Nel terminale Linux digitate il comando sudo dpkg-reconfigure locales seguito da invio.
Si apriranno in sequenza le due seguenti schermate che servono a configurare la lingua di sistema e la tastiera; dovrete selezionare dapprima la lingua italiana UTF-8 (it_IT.UTF-8) e successivamente la tastiera italiana selezionandole con la barra spaziatrice e successivamente confermando con invio.
Mi raccomando di non sbagliare, UTF-8!

 

Ora la Debian è configurata per la lingua italiana; per rendere effettive le modifiche dovrete riavviare il sistema.

E siamo all’ultimo passaggio, la definitiva personalizzazione di Linux che ho automatizzato tramite un paio di banali programmini si shell mantenuti sul server di uncino.
Riaprite il terminale tramite la sua icona nello Shelf e digitate il comando

wget https://uncino.eu/upload/FydeOS/modifica seguito da invio

facendo molta attenzione alle maiuscole.
Questo comando scarica dal server di Uncino un file di shell che si occuperà di tutto il processo.
Ora va eseguito con il comando sh modifica seguito dal solito invio

Fatto, finito.
Ora avete un completo Chromebook e nel gruppo Linux è presente l’installer grafico Linux dal quale potrete installare tutto il software che desiderate.
Naturalmente tutte le icone possono essere riorganizzate come meglio si preferisce e trascinandole una sull’altra si creano i gruppi di icone, che possono contenere anche programmi appartenenti a sistemi operativi differenti.