Il fascismo è qui, parte seconda.

Niente articolo oggi.

In macchina ne avrei un paio ma preferisco ripubblicare questo che scrissi in periodo pre-elettorale, particolarmente adatto adesso che dopo decenni siamo tornati ad avere un vero leader.
Un leader capace di rompere con tutto e tutti e fare senza prima chiedere il permesso.
E dire, senza prima chiedere scusa.
E fottersene delle regole, se le regole penalizzano il suo Paese.
Perchè se si pensa di scrivere un nuovo capitolo nella storia, allora occorre avere le palle per forzare la mano.
Perchè chiedere il permesso a chi si sa in partenza non essere disposto a concederlo non è da persone corrette ma è da coglioni.

Questo articolo mi serve anche a dichiarare, ora che i giochi sono fatti, che ho fatto bene a non andare a votare, perchè quella ragazzina timida ed incerta ha finito con il dimostrarsi… timida ed incerta.
O inutile, se così preferite. Io preferisco.
All’epoca avrei votato Fratelli d’Italia, e come ipotizzavo quello attraverso Berlusconi si sarebbe immediatamente trasformato in un voto per il PPE

No, per la Meloni il fascismo non è qui, mentre per Salvini, finalmente, il fascismo qui c’è.
Anche se non è fascista e solo un imbecille che farebbe meglio ad occuparsi di salvataggi in mare (a pagamento) potrebbe definirlo tale.

Adesso, finalmente, abbiamo un leader. Vero, tosto e stronzo.
E guida il Governo, un governo che si è preso sfanculando Berlusconi ed i suoi trattati pre elettorali.
Con un mio plauso così forte da spellarmi le mani.
E se lo è preso anche lasciando fare ai suoi alleati pentastellati ciò che quando sono alla guida di qualcosa riesce loro meglio: niente.
Niente, vuoto pneumatico, i 5 Stelle non esistono. I 5 Stelle sono solo il copione di un comico del quale si sono perse le pagine con le battute da recitare nella parte cruciale della rappresentazione.
Qui un po’ mano applauso perchè alla fine almeno un ruolo di comprimari potrebbero anche cercare di ritagliarselo… così, tanto per non lasciare tutto il carico su una sola coppia di spalle.
E se lo è preso sotraendolo a quello che avrebbe dovuto essere il nostro Presidente del Consiglio, quello ormai neppure finisce piò sui giornali se non affianco a qualcuno di veramente importante.
Qui nessun applauso ma anzi vergogna, pechè sentire il Re dei Galli redarguirlo sul fatto che lui, il PdC, dovrebbe tirare fuori le palle e ricordarsi che è al vertice di uno Stato al pari suo (di Macron) e della Merkel… beh, insomma, questo già aveva dimostrato di non contare una fava prima, ma addirittura andarsene in Gallia, per giunta dopo il modo in cui i francesi ci avevano trattato (noi siamo quelli vomitevoli, ricordate?) per farsi prendere per il culo come un ragazzetto di sedici anni…
No, aver strappato il Governo al Presidente del Consiglio genera in me un senso di vergogna e non certo gioia.

Federico

Il 25 Febbraio 2018 scrivevo:

Il fascismo è qui

Questo articolo, brevissimo, potrà essere compreso appieno solo dagli ultracinquantenni, ma sarebbe bene che anche i giovani lo leggessero e lo ascoltassero per comprendere, magari, un po’ di più noi vecchietti.

Sono stato molto indeciso su titolo, all’inizio pensavo di usare “Perchè non posso votare questo centrodestra”, scialbetto e politicamente corretto… no, meglio quello che ho scelto.

Quella frase non è mia, la pronunciò Giorgio Almirante rivolgendola a Marco Pannella agli inizi degli anni ’80.

La storia andò così: Marco Pannella, icona della politica italiana per un lunghissimo periodo repubblicano, andò ospite ad un congresso del Movimento Sociale con l’intento comune ad ogni buon politico: pescare consensi.
Sapendo che l’intenzione del suo amico Pannella sarebbe stata quella di dimostrare la non più esistenza del fascismo, cosa che avrebbe svincolato dall’ideologia consolidata parte di quella sala, Almirante gli tagliò le gambe con la storica affermazione Il fascismo è qui, causando un’ovazione e bruciando sul nascere le intenzioni del capo dei Radicali.

Ecco, questa è la politica vera: è coraggio delle proprie idee, è non chiedere scusa per averle, ed è soprattutto affermare con forza il proprio diritto ad esprimerle. Anche quando sono molto distanti dal sentire comune.

Dove dovrei mettere la mia X? sulla casella che sostiene una ragazzina che chiede scusa per un quarto d’ora prima di dire che i tizi accoppati magari non erano così per bene?
M non credo proprio tesoro mio.

Vuoi il mio voto? bene, sali sul palco, prendi il microfono ed urlaci dentro “Il fascismo è qui!“.

Altrimenti stattene con il Berlusca e votati da sola, perchè un leader senza coraggio e senza forza delle proprie idee è un leader inutile…

Questo è il contributo audio, fonte archivio storico di Radio Radicale.
Ascoltatelo perchè è importante.
NOTA: all’inizio ci sono circa 20 secondi di silenzio… aspettate  🙂

http://www.radioradicale.it/scheda/10571

Federico