Il mercato che verrà

Se da un lato con il precedente articolo ho dato modo ai più scaltri di capire chi verrà escluso dalla successiva interazione uomo/macchina (ripiegabili e conseguente unificazione PC/Smartphone/Tablet, inizialmente solo in ambito non professionale), dall’altro non ho ancora descritto chi, come e su quale terreno di scontro si terrà questa battaglia.

Dunque posiamo per un attimo lo sguardo sull’erba del vicino…

I numeri ci suggeriscono che i grandi player risultano essere i seguenti, seguendo tale categorizzazione:

  • Arm (in veste di più diffuso licenziatario tecnologico per i colossi: Apple, Qualcomm, Samsung e Huawei. Produttori di chip per le principali piattaforme: smartphone, tablet e – in sordina – PC) vs Intel vs AMD (in veste sia di produttori che fornitori di chip per piattaforme PC, praticamente da sempre).
  • Google vs Apple (in veste di colossi di servizi software).

E quindi, andando per ordine:

Fra Arm, Intel e AMD non sussiste un vero e proprio scontro. O almeno non fra Arm e le ultime due realtà: sia per via di visioni aziendali divergenti (il know how di Intel ed AMD è circoscritto all’informatica dura e pura, fatta perlopiù di PC) e sia per una ancora prematura entrata in scena di Qualcomm sulle piattaforme PC. Per cui Arm compete solo a livello locale, attraverso i progressi fatti dai partner con i loro immancabili tira e molla per guadagnarsi la vetta dei benchmark (bleah!). Tuttavia questi giochi di potere tra “fratelli”, favoriscono il concretizzarsi della prossima interazione già accennata ad inizio articolo.

Persiste dunque una dicotomia pionieristico-conservatrice, in cui solo uno dei 3 colossi hardware (in questo caso Arm) investe per tentare di scardinare le attuali fondamenta informatiche, uscendone peraltro vincitore su tutta la linea (inclusa quella che risponde al nome di: IoT, da cui la stessa Intel ha dato forfait con la dismissione del chip Quark).

Nel frattempo la parte conservatrice ha assistito ad una rivoluzione dall’esito imprevisto, iniziata a partire dal lancio (2 anni fa) da parte di AMD della serie CPU Ryzen e terminando con l’ultima generazione 3xxx (rilascio fissato per il 7 Luglio), la quale ha definitivamente ribaltato le sorti a suo favore in: prestazioni single e multi-core, numero di core, consumi e prezzo. E con Intel ancora relegata ai 14nm, in vista dei 10nm previsti per la fine del prossimo anno, e la sicura controrisposta di AMD con i suoi 5nm EUV (probabilmente già attesi per il primo trimestre dello stesso anno), non potranno che far retrocedere permanentemente Intel in seconda posizione. E questo senza citare l’accordo di AMD per la progettazione delle nuove console Sony e Microsoft, che assieme al successo della linea Ryzen ha permesso ad AMD di farsi notare anche nel mercato azionario.

Infine riguardo Google ed Apple c’è poco da dire: entrambi stanno agendo (pubblicamente o segretamente) da gregario, affinché l’idea dei dispositivi ripiegabili venga corredata da un software degno di nota. Google con Android 10 (già menzionato nel precedente articolo) ed Apple (anche se indirettamente) con la sua nuova interfaccia “iPadOS”, presentata al WWDC 2019.