Il popolo sovrano ai tempi del Covid 19. Un mito costituzionale?

Il popolo sovrano.

Uno degli slogan con i quali, da anni, ci ammorbano sovranisti, nazionalisti e financo pseudo-comunisti del tempo che fu.

Il richiamo all’art. 1 della Costituzione viene, strumentalmente, effettuato limitandosi alla prima parte del dettato costituzionale.

Infatti, l’art. 1 prosegue chiarendo che il popolo esercita la sovranità “nelle forme e nei limiti della Costituzione” (Articolo 1 Costituzione).

Detto questo, vorrei esaminare, come sia stato declinato il concetto di sovranità popolare ai tempi del Covid.

Non mi riferisco, sia chiaro, all’uso ed all’abuso dei Dpcm (peraltro, legittimati da quello stesso Parlamento che oggi si vuole riportare ad una centralità cui già da decenni ha abdicato: vedasi DL 6 del 25 febbraio 2020, convertito nella legge 13 del 2020: (Dl 6 del 2020).

Voglio piuttosto parlare del comportamento degli italiani successivo al lockdown.

Per farlo, devo muovere da una premessa.

Credo che quando le Autorità compiono delle scelte e legittimano l’apertura di determinate attività, non possano poi riversare sui cittadini le responsabilità – civili, amministrative o penali – per comportamenti poco assennati degli stessi.

Tuttavia, mi pare evidente che ill popolo sovrano – nel periodo da giugno 2020 (data di eliminazione del divieto della moblità interregionale: ( Si, viaggiare. Almeno in Italia) al 17 agosto 2020 (data dell’entrata in vigore divieto nazionale di ballo. A proposito ricordate Footlose?? (Una rotonda sul mare. Vedo la gente ballare… ) – abbia tenuto comportamenti un filino sopra le righe.

Quali esempi portare?

Beh ce ne sono molteplici.

Partiamo dalla ragazza in vacanza a Pag?? (No, il Coviddi no… non lo voglio più).

Troppo facile (che poi la tizia aveva anche la mascherina…

Parliamo del famoso Dj Bob Sinclair e del suo Dj Set? (I wanna dance with somebody)

Anche qui è come sparare sulla Croce Rossa.

No, parliamo piuttosto dei comportamenti quotidiani rilevabili da ciascuno di noi, nei bar, nei ristoranti e financo nei negozi.

Avventori, commesse, baristi che tranquillamente ti servono con mascherina abbassata; che ti porgono il denaro sporgendosi pericolosamente verso di te; che ti parlano da nemmeno mezzo metro senza indossare i dispositivi di protezione.

Che dire?

Potrei dire che il popolo italiano è totalmente irresponsabile.

O che, dopo due mesi di confinamento totale, il bisogno di libertà travalica qualunque precauzione.

E se, invece, si trattasse di qualcosa di più profondo e sottile?

Parlo della necessità dell’italiano medio di essere governato, indirizzato, anche bastonato alle volte.

Come una bestia da soma, un asino che necessita di percorsi ben delineati da imparare a memoria per giungere sano e salvo a casa.

Se così fosse, bisognerebbe forse rivedere il principio costituzionale dell’art. 1 – nei seguenti termini:

“La sovranità apparitene al popolo a condizione che i cittadini siano capaci di articolare una frase di senso compiuto in meno di quindici minuti; non utilizzino il cioè all’inizio di una frase e soprattutto abbiano un quoziente intellettivo non inferiore a 100” (Q.I. medio).

Certo se poi penso che B. presumibilmente ha un quoziente decisamente superiore a 100, mi ravvedo e torno al testo originario.

Della serie meglio “gnurante” che “genio del male”.

A parte tutto, io confido che gli italiani siano responsabili – a prescindere dalle indicazioni provenienti dal Governo o dai condizionamenti che possono esserci stato.

Essere responsabili per gli altri ma anche per sè stessi.

E’ vero di Covid non si muore tantissimo ma più dell’influenza.

In ogni caso, stare a casa 14 giorni non è divertente, credo, per nessuno.

Quindi, forza, ragazzi: usiamo la sovranità popolare con usando la testa.

Massimiliano