La Religione al tempo dei telefonini

Avete mai provato a pensare al ruolo sociale del telefono cellulare al giorno d’oggi?
Avete mai notato che tante persone tendono a difendere la propria scelta (di telefono) quasi fosse un membro della propria famiglia?
Avete mai provato a distinguere la popolazione in base al proprio telefono?
Ovviamente non si può generalizzare, ma una certa indicazione la si può ricavare.

Proviamo ad analizzare.

L’essere umano è sempre stato spinto a riunirsi in associazioni, che siano esse religioni o partiti politici.
Ecco così che sono nati gli IPHONIANI, gli ANDROIDIANI, i BLACKBERRIANI e gli WINDOWSPHONIANI.
Ognuno di questi gruppi si contraddistingue per dimensioni e per propositi, ma ognuno di essi idolatra un oggetto che altro non è che la trasposizione moderna del proprio ego.
Esattamente come delle NUOVE RELIGIONI.
Talvolta queste si suddividono in congregazioni minori e sette, proprio come avviene con le “vecchie” religioni a cui siamo abituati.

La prima religione a nascere è stata quella dei BLACKBERRIANI, in un Mondo in cui c’era un vero e proprio vuoto. Per anni ha rappresentato una elite abbastanza omogenea di imprenditori e liberi professionisti che trovavano, nell’oggetto di culto, un aiuto morale e materiale per il proprio lavoro e di cui si facevano anche bel vanto in pubblico, in TV ed al cinema (ricordo la parlamentare Laura Ravetto del PdL rispondere “non è un telefonino, è un Blackberry” a Giovanni Floris quando, durante una diretta, la riprese perché stava spippolando invece di ascoltare).
Ultimamente questa religione è caduta in disgrazia ed è in via di estinzione.

Sull’onda di questa prima religione nacque, poi, quella degli IPHONIANI che in brevissimo tempo è riuscita ad ottenere un successo planetario ed attrarre a sè una bella fetta dei fedeli BLACKBERRIANI, marcando un segno deciso di differenziazione da tutto il resto del Mondo (il famoso “Think Different”).
La religione iphoniana ha incarnato ed incarna ancora l’ideale di successo da sbandierare ai quattro venti, il lusso da sbattere in faccia agli altri e continua a mantenere un’attrattiva impressionante verso tutte le popolazioni. Come tutte le religioni esclusive, entrarne a far parte non è così semplice e richiede investimenti di un certo rilievo.

La religione, però, che conta più adepti in assoluto è quella degli ANDROIDIANI, suddivisa in miriadi di congregazioni in base alla grandezza (tecnologica) dell’oggetto di culto.
Qui la differenza fra adepti corrisponde alla differenza fra congregazioni: andiamo dai ragazzini alle prime esperienze, a chi non ha grandi risorse economiche, agli sboroni, a chi si mette in diretta concorrenza con gli IPHONIANI (i quali, però, ricambiano con uno sguardo di sufficienza).

Si conta, poi, una religione minore e, praticamente, già scomparsa i cui seguaci, gli WINDOWSPHONIANI, predicavano la replicazione esatta delle funzioni di un computer all’interno dell’oggetto da loro venerato. Ideali belli e condivisibili che, però, non hanno retto alla prova della Storia.

In ultimo esiste ancora una larga fetta di popolazione che definirei atea la quale si ostina a considerare quell’aggeggio metallico come puro e semplice strumento per comunicare vocalmente con un proprio simile ed aborra qualsiasi diavoleria si tenda a fare di esso e con esso.

StefanoBB