La terza era tech

Ti sei distanziato, molto distanziato ultimamente. Ma cosa hai fatto?

Tante cose. Ho spostato la maggior parte del mio tempo su progetti pubblici, e sulle relative piattaforme di informazione che ne parlano (chi è arguto avrà già capito).

Ma che palle, che palle, e CHE PALLE. Tutta colpa della persistente cocciutaggine di alcune teste vuote, che a volte superano persino il confine del basso profilo. Quindi addio allo starsene buoni e tranquilli…

Delle falene umane attratte da giganti della tecnologia, molto bravi ad amplificare le loro aspettative.

Abbiamo visto nascere fazioni di ogni tipo, ma sempre capeggiate da 3 uniche realtà:

– Apple
– Google
– Microsoft

Ognuna di queste ha rappresentato un’era che le vedeva protagoniste, prima di renderle una vecchia storia non più di effetto.

Oggi sia Apple che Google sono l’equivalente del tizio LG in un centro commerciale, che vede l’altro comprare un Samsung. Ovvero due a cui non frega una mazza l’uno dell’altro (a parte se uno dei due non è un cavalieri errante, che non sa darsi pace. Ma in entrambi i casi la percentuale degli adopters è così alta, che al confronto il rumore di pochi diventa il ronzio di un moscerino).

Ammetto comunque che rispetto a qualche anno fa, la situazione è cambiata abbastanza. La guerra fra androidiani ed appleari era più aspra, rispetto le poche e banali frecciatine (anche volutamente scherzose) di oggi. Ma perché semplicemente è iniziata la condivisione delle relative piattaforme, anche commercialmente parlando. C’è chi da iPhone è addirittura passato a “X brand Android”, avanzando verso una forma di pensiero più moderata e meno astratta.

Credo che tale faccenda si ricolleghi in qualche modo allo stato in cui versava iPhone, dopo che la qualità di Android cominciò a farsi seria.

L’utenza tech iniziò a vacillare, pensando che quel qualcosa rimasto sempre diversi passi indietro alla mela, fosse passato al tenergli quasi testa. E non solo loro, ma anche i capi supremi si combattevano a suon di battaglie legali (che oggi sono letteralmente crollate di numero).

Era un braccio di ferro, una scommessa sul futuro per provare a vedere fin dove si poteva arrivare per sgominare l’avversario. Poi nel caso, come ogni buon partito politico che si rispetti, sarebbe arrivata la tregua (o una sorta di appoggio esterno).

Oggi l’unica rimasta a prendere il posto nel ring è Microsoft che, e non è un caso, sta tentando di replicare lo stesso braccio di ferro di Apple nei confronti del robottino:

– Via il mobile dal mercato.
– Innumerevoli tentativi a vuoto, per recuperare terreno.
– Rabbia dei fan a mille.
– Tentativi di screditare la concorrenza agli occhi dei suddetti (ma come, non sviluppano app per noi? Ma che malandrini).

E giù di offese gratuite (che diventano articoli):

La terza era si è svelata, e fino al 2020 se ne avranno di occasioni di sputare sull’80% di share.