La vaccinazione di massa anticovid non ha senso. Ed in ogni caso è destinata a fallire in partenza

La vaccinazione di massa anticovid 19 non ha senso.

Affermazione forte, me rendo conto.

Apparentemente simile alla posizione dei cd no vax.

In realtà, come cercherò di spiegare nel prosieguo, si tratta di un’affermazione fondata sui dati.

Perchè qui, ad Uncino, noi facciamo così (Discorso di Pericle agli Ateniesi).

E quale miglior fonte dei dati può esservi se non quella ufficiale rappresentata dai report settimanali dell’Istituto Superiore di Sanità.

Nell’ultimo aggiornamento nazionale datato 29 dicembre 2020 (Aggiornamento nazionale 29 dicembre 2020 – Epicentro Iss), troviamo – figura 17 – una dettagliata specificazione di come sia variato il contagio da Covid 19 nel corso dell’anno che oramai è trascorso dall’inizio della pandemia.

A marzo gli asintomatici ed i cd paucisintomatici corrispondevano ad una percentuale inferiore al 25% dei nuovi casi diagnosticati, oggi la loro percentuale ha raggiunto e superato il 60%.

Aggiungendo i casi di covid 19 connotati da sintomatologia lieve (ossia da sintomi che possono trovare risoluzione nell’ambito di un trattamento domiciliare), la percentuale di malati in condizioni non critiche raggiunge il 90% del totale.

La tabella 6 del report dell’ISS chiarisce poi che su 2.049.394 casi di covid 19 diagnosticati al 29 dicembre2020, i deceduti complessivi – nelle classi di età comprese tra i 0 ed il 59 anni – ammontano a 3182.

Siamo dunque ad una percentuale di 0,16 deceduti ogni 100 persone contagiate.

Peraltro, se raffrontiamo il numero di deceduti nelle classi di età in esame con quello della popolazione generale appartenente alle sudette classi al 01.01.2020 (Popolazione residente per classi d’età), perveniamo a delle conclusioni ancor più “raggelanti”.

Il numero di residenti in Italia al 01 gennaio 2020, d’età compresa tra i 0 ed i 59 anni, ammonta a 41.889.048 individui.

La percentuale di decessi per Covid 19, nelle classi considerate, è dunque dello 0,007%.

Se approfondiamo l’analisi e la estendiamo alle diverse tipologie di contagio: asintomatico, paucisintomatico, severo e critico, le conclusioni sono addirittura sbalorditive.

Infatti, solo 3243 persone, residenti in Italie e di età compresa tra i 0 ed i 59 anni, sono state e rimangono attualmente positive  al Covid (I dati dell’Iss. Covid per classi di età)

Lo 0,007%!

A risultati del tutto analoghi porta la disaggregrazione dei dati per singole classi di età.

Classi di età Popolazione per classi di età Decessi Sintomi severi Sintomi critici
20-29 6.084.382 16 (0,0002) 335 (0,004) 15 (0,0002)
30-39 6.854.632 59 (0,0008) 558 (0,008) 27 (0,0003)
40-49 8.937.229 190 (0,002) 754 (0,008) 53 (0,0005)
50-59 9.419.195 655 (0,006) 1187 (0,12) 139 (0,0001)

E’ vero: i dati ufficiali sono sottostimati almeno di 5-6 volte o forse di 10.

Bene, vuol dire che le percentuali sopra indicate diventeranno lo 0,3 o lo 0,7% (ed ancor meno se guardiamo le sigole classi di età.

La figura 18 del rapporto ISS spiega poi che, escludendo i guariti ed i casi persi al follow up, la percentuale di contagiati priva di sintomi o al massimo affetta da sintomi lievi risulta pari al 95,7% del 91% dei casi sui quali si hanno informazioni.

Sempre il report ISS chiarisce che ben il 94,5% sta affrontando la malattia presso il proprio domicilio.

Su 2.049.394 casi dunque solo una percentuale minima di individui ha dovuto ricorrere alle cure ospedaliere.

La vaccinazione di massa anticovid, alla luce di questi dati, non ha dunque senso.

Il vaccino di Biontech Pfizer (così come quella di Moderna) previene infatti la malattia derivata dall’infezione non l’infezione stessa.

Per convincersene, basta leggere il “Public Assessmente Report” reso disponibile dall’Ema (Vaccino Biontech Pfizer- Public Assessment report).

A pagina 93 si leggono chiaramente gli obiettivi dello studio di fase 3: accertare se il vaccino previene le forme sintomatiche di Covid 19 ed in particolare quelle severe.

Per capirci, se mi vaccino è probabile che eviti l’ossigeno ma non è detto che eviti la quarantena.

Ed allora, il gioco vale la candela? Tanto per l’individuo quanto per lo Stato italiano?

Partiamo dal singolo cittadino.

Ora, se raffontiamo il rischio di contrarre la malattia in forma sintomatica con i rischi di effetti collaterali (sia pure minimi) dei vaccini, comprendiamo che per una persona sana sottoporsi a vaccinazione sia, in un’ottica puramente utilitaristica, un’emerita sciocchezza.

A tal fine, basterebbe leggere il “Public Assessment Report” concernente il vaccino Biontech-Pfizer (Vaccino Biontech Pfizer- Public Assessment report).

A pagina 104 vengono enucleate le percentuali di Ae ossia Adverse events.

Bene: il vaccino ha causato eventi avversi in ben 1297 “cavie” ossia il 13,6% delle persone sottoposte a sperimentazione (9531).

E’ indispensabile precisare che gli eventi avversi  descritti nella tabella 17 del Public Assessment report hanno colpito anche  le persone cui è stato somministrata la soluzione placebo.

La percentuale di eventi avversi, in questo caso, è stata pari al 3,6%.

A pagna 105 del suddetto report, leggiamo tuttavia e piuttosto incredibilmente che: “…Severe AEs, SAEs, AEs leading to discontinuation, and deaths were reported by≤1.1%, 0.6%, 0.0%, and 0.0%, i.e. low and equally distributed in both study arms…”.

Ma come?

Lo sconcerto aumenta leggendo la tabella 19.

Qui i casi di eventi avversi correlati al vaccino ammontano a 3742 ossia al 21% e tale percentuale eccede di ben 4 volte quella riscontrata nelle persone cui risulta somministrato il placebo!

Anche la percentuale di eventi avversi severi è pari – nel gruppo dei “vaccinati”- a 2 volte  quella riscontrata nel gruppo di “controllo” ed ammonta all’1,1% del totale del gruppo di riferimento (17841 individui).

1,1% contro un rischio di contrarre la malattia dello 0,07% e con l’ulteriore rischio che nello 0,07% dei casi (o nello 0,3%  o 0,7% se riteniamo i dati ufficiali sottostimati) la sintomatologia sia grave o addirittura mortale.

Beh direi che per l’individuo il gioco non vale la candela.

E per lo Stato?

Beh qui appare necessario distinguere i vantaggi/svantaggi per lo Stato-istituzione da quelli che si possono generare in favore delle persone che occupano determinati ruoli istituzionali.

Una semplice analisi costi/benefici ci consente di ribadire che la vaccinazione di massa anticovid non ha senso.

Per comprenderlo è sufficiente porre attenzione al costo unitario delle singole dosi di vaccino, a quello pro-capite dei vaccinatori che verranno assunti per le vaccinazioni di massa, ai costi necessari per supportare tutta l’infrastruttura logistica necessaria alla conservazione delle dosi del vaccino Pfizer Biontech.

Certo ora arriverà anche il vaccino di Moderna mail 1 milione e 346 mila dosi che l’azienda si è impegnata a consegnare sono davvero troppo poche per spostare i termini della questione in favore di un maggior risparmio economico.

Si può obiettare che, attraverso la vaccinazione della generarlità della popolazione, si raggiungerebbe l’immunità di gregge e dunque a lungo termine si ridurrebbe la pressione sul sistema sanitario con un significativo risparmio in termini di impiegio del personale  e costi per la sanità pubblica.

Peccato che:

-da un lato sia sempre più messa in dubbio la possibilità di pervenire ad un’immunità di comunità (Viola: non all’immunità di gregge: da minuto 25:48)

-dall’altro lato bisogna ricordare che il vaccino, come detto, non garantisce affatto la prevenzione dalla trasmissione dell’infezione.

Ecco dunque che una vaccinazione di massa anticovid non ha senso.

Diverse le conclusioni cui si perviene se esaminiamo l’interesse delle persone che incarnano le istitutizioni statali.

Parlo del Governo in primo luogo ma anche delle Regioni.

Inizio questa parte dell’analisi con una breve digressione storica.

In particolare, riannodiamo i fili della memoria e torniamo a fine gennao – inizi di febbraio  2020.

Anche quella volta, il leader inesistente del partito fantasma minacciava sfracelli (Renzi minaccia la crisi (ahhhhhhhhh)).

Ed anche allora il Governo Conte si trovava in affanno (Ancora tu? Ma non dovevamo vederci più?).

Quasi come la manna dal cielo, la panedemia ha permesso ad un Governo di scarsi di scavallare l’estate ed arrivare sino all’autunno.

Anzi sino all’inverno.

A dicembre compaiono i vaccini e a dicembre si riscatena Renzi.

L’obiezione che il sedicente avvocato del popolo (che voglio dire se penso a Maximilien e Saint Just mi vengono i brividi dal disgusto) muove è: “Come potremmo andare a votare con la campagna vaccinale in corso?” (Conte: rimpasto sì, crisi no).

E’ ovvio che l’obiezione vale sino a quando la campagna vaccinale prosegue.

E quando dovrebbe finire la campagna vaccinale?

Ma tu guarda a fine anno.

A meno di un mese dall’elezione del nuovo Presidente della Repubblica.

Quale miglior viatico verso il Quirinale per il sedicente avvocato del popolo che il vanto di aver conseguito l’immunità di gregge?

Pensiamo poi alle Regioni.

A febbraio De Luca era ancora incerto sulla propria ricandidatura (De Luca ricandidato? Si, no, forse

); Zaia era alle prese con la difficile situazione della  Pedemontana Veneta (Danno erariale per la Pedemontana Veneta).

Non un bel quadretto insomma.

Il Covid ha indubbiamente garantito a tutti i governatori (salvo Fontana ma vabbè lui è un caso a parte) una buona dose di popolarità e  di consenso.

Perchè rinunciarvi?

In quest’ottica e solo in quest’ottica, perversa e malata, la vaccinazione di massa anticovid ha senso.

Massimiliano