Lo scrigno della vita

Ho distrutto lo scrigno che conteneva una parte importante della mia vita, la cosa più importante che credevo di avere.
L’ho gettato nel fuoco e in un attimo ho visto le fiamme divorarlo.  Legno secco, legno asciutto. Legno di quarant’anni.

Solo un attimo, solo una fiamma intensissima, solo un attimo di dolore fortissimo nei miei occhi e poi più nulla.
Poi non è restato niente, neppure la cenere, trascinata via nel vento.
Andava fatto.
Quando non hai scelte allora anche la scelta più dolorosa è una scelta, sebbene obbligata.

Quello scrigno lo aprivo ogni sera, ne tiravo fuori uno ad uno i contenuti, li posavo davanti a me, li toccavo, li accarezzavo e poi a tarda notte li rimettevo al loro posto certo che quella notte, come per magia, si sarebbe aggiunto qualcosa.
Qualcosa di nuovo, spesso inaspettato.

Sai diario, ero certo che quello scrigno sarebbe andato colmandosi di pezzi di vita da tirar fuori e rimirare con un po’ di gioia ed un po’ di rimpianto fino alla mia vecchiaia.
Ma poi, con orrore, mi sono accorto che ciascuno di quei preziosissimi pezzi di vita portava sul fondo, stampigliata in piccolo e quasi illegibile, la dicitura “Made in China”.
A quel punto, ricolmo di rabbia e delusione, ho preso lo scrigno e l’ho gettato tra le fiamme.
Non ce ne sarà mai più un altro.

Erano le tre del mattino.

Federico