Pizzi leccesi, dire buoni è poco

Sempre dalle mie ricette del passato pubblicate su kucinare.it (poi basta, le altre saranno nuova roba inedita) è la volta di una cosa incredibilmente buona, un vero imprinting della mia infanzia.
Una di quelle che ne mangereste ancora, e poi ancora e poi ancora un altro pezzetto… e fra un pezzetto e l’altro ed il sorso di rosso che necessariamente lo accompagna… vi ritrovate a scivolare lentamente sotto al tavolo.

I pizzi leccesi!

Ingredienti

  • 330 gr. di farina (50% ’00’, 50% grano duro)
  • 2 pomodori pelati (90 – 100 gr.)
  • 50 gr. di cipolla (3/4 di cipolla piccola)
  • 33 gr. di olio EVO
  • 4 pomodori secchi sott’olio
  • 25 olive nere (leggi sotto)
  • 9 gr. di lievito di birra
  • 1 cucchiaino di sale
  • peperoncino rosso tritato (secondo i gusti personali)
  • 100 ml di acqua
Le dosi indicate si riferiscono ad un cestello della M.d.P. da 600 gr.

Procedimento:
Preparate le olive, la cipolla e i pomodori secchi tagliati a listelle.
La cipolla e’ opportuno tagliarla a fettine piuttosto consistenti, 2-3 mm di spessore, per evitare che venga completametamente spappolata.
I pomodori secchi vanno tagliati a strisce non troppo piccole.
Le olive, nella ricetta originale, NON sono snocciolate; lasciamo comunque a voi la scelta di quali impiegare. Nel caso decidiate per le non snocciolate, probabilmente bisognerebbe ridurre a 20 olive.

Versate nella vaschetta dell mdp l’olio e l’acqua, aggiungete il lievito sbriciolato, i pomodori pelati, il sale ed il peperoncino, quindi ricoprite con la farina.

Fate partire la macchina con un programma di cottura per pane normale.

Per incorporare i restanti ingredienti, consigliamo di attendere oltre il “bip”, per evitare che essi vengano completamente triturati dalle lame. Il quanto attendere, ovviamente, e’ una questione di esperienza con la propria macchia. Orientativamente, posso dirvi che noi li mettiamo quando mancano una decina di minuti alla fine dell’impasto.

Ora una parola su lievito e farina.
I pizzi originali sono piuttosto pesanti e compatti, quindi immagino che le dosi indicate, se si volesse ottenerli, andrebbero rimodulate riducendo il lievito verso i 7 gr. e cambiando il rapporto fra le farine da 50% – 50% a 30% – 70% a favore di quella di grano duro, o magari sostituendo quest’ultima con semola (esperimento fatto con buoni risultati).

Gnam, Federico