Politica ed AIKIDO

Politica ed Aikido: cosa hanno in comune?

A prima vista sembra essere un paragone come fra mele e pan grattato.

Eppure…..

Andiamo con ordine.
Spieghiamo in due parole cosa è l’Aikido.

L’Aikido è un’arte marziale che si basa sulla relazione fra due o più individui e che deriva dall’arte dei samurai e si propone come obiettivo di evitare conflitti in caso di pericolo. In pratica tende a rendere inefficaci uno o più attacchi, anche contemporanei, senza che gli attaccanti percepiscano scontro.
In questo modo è possibile portare una situazione potenzialmente conflittuale verso quello che vogliamo noi senza creare nessun conflitto.

L’Aikido viene portato spesso ad esempio nei corsi di marketing per spiegare come convincere all’acquisto i potenziali clienti accompagnandoli verso le scelte che noi vogliamo e senza che questi si sentano costretti o forzati a farlo.

Il bello dell’Aikido è che può essere trasportato dal tatami di pratica fin dentro la vita di tutti i giorni per cercare di vivere con più equilibrio evitando di creare conflitti.

Vi rifaccio la domanda adesso: cosa hanno (o dovrebbero avere) in comune la Politica e l’Aikido?

Forse, adesso, si intravede un nesso; un collegamento estremamente importante che tutti i partiti e gli uomini politici stano disattendendo.

Fin dai tempi di Berlusconi si è avuto un inasprimento della dialettica politica. Un “con me o contro di me” che ha portato, negli anni, alla situazione di eterno conflitto e di campagna elettorale permanente.

A mio giudizio un Vero Politico dovrebbe cercare di capire le persone, muoversi con loro ed, infine, cercare di portarli verso le proprie idee senza ricorrere a conflitti.

Purtroppo, invece, vedo sempre più esponenti politici demonizzarne altri.
Berlusconi che demonizza tutta la sinistra facendo richiami alle dittature sovietiche, esponenti della sinistra che rispondono con un clima di antiberlusconismo.
Nel presente, invece, troviamo Salvini che crea un conflitto al giorno, anche in contrasto con i suoi alleati di Governo.
Un movimento nato da pochi anni, M5S, che ha fatto dello scontro e della demonizzazione di tutti gli altri un cavallo di battaglia, soprattutto sui social network.

La cosa preoccupante è che questo sistema di contrapposizione conflittuale permanente sembra riscuotere sempre più successo verso gli elettori. Come se le persone non aspettassero altro che avere un avversario a cui addossare tutte le colpe del mondo, forse per evitare di dover fare o pensare in proprio.
Un po’ come quegli Stati che si inventano guerre lontano da casa per ricompattare l’elettorato ed evitare di dover affrontare i problemi interni.

Un esempio pratico ci è stato gentilmente fornito dal Ministro degli Interni Salvini che prima ha aspramente criticato i paesi africani del mediterraneo arrivando ad accusare la Tunisia di inviarci i loro carcerati e, poi, è volato improvvisamente a Tripoli con la pretesa di chiudere immediatamente un accordo per aprire dei campi di identificazione nel paese africano.
Ovviamente sia Libia che Tunisia hanno risposto con un NO secco che non ha certo giovato all’immagine dell’Italia nello scacchiere mediterraneo.

A questo punto mi chiedo: se l’Aikido riesce così bene ad aiutare a gestire i conflitti a livello personale e di situazioni, perché non viene applicato alla Politica?

Sarebbe così difficile ed impopolare cercare di camminare con le persone che la pensano diversamente e cercare di portarli dalla propria parte senza che questi debbano necessariamente avvertire un conflitto in corso e siano costretti a schierarsi pro o contro l’argomento del momento?

Anche più semplicemente, sarebbe così difficile e poco redditizio (da punto di vista elettorale) smettere di demonizzare o deridere chi la pensa diversamente ed iniziare a spiegare le proprie idee accogliendo anche le altrui idee come possibili nuovi spunti di riflessione?

Attendo i vostri pareri.