Politica locale e Covid 19

Brevi note in tema di politica locale e Covid 19.

2000 politici, appartenenti ad ogni schieramento, avrebbero – secondo quanto riporta Repubblica (2000 politici beneficiano dell’indennizzo Covid 19)- beneficiato dei famosi (o famigerati) 600 euro di indennizzo per l’epidemia Covid 19.

Si tratta di tre parlamentari e di una pletora di amministratori locali.

Non mi soffermo, in questo articolo, sulla incredibile, inacettabile ed incomprensibile “faccia di tolla” dei parlamentari (che sono gli stessi che poi ci chiameranno a fare sacrifici in nome del bene supremo).

Mi interessa assai di più esaminare i rapporti tra politica locale ed il Covid 19.

In particolare, mi preme chiarire perchè – a mio avviso – le giustificazioni addotte dai percettori dell’indennità sono farlocche.

La tesi di fondo (Rubini: non si vive di politica) è che i politici locali non vivono di politica e che le indennità previste per i consiglieri comunali – essendo legate ai gettoni di presenza – non sono state erogate o lo sono state in misura ridotta durante la pandemia.

I politici interessati poi valorizzano il loro ruolo di “civil servants”.

Le argomentazioni addotte mi paiono francamente risibili per tutta una serie di motivi.

In primo luogo, va chiarito che l’indennità di 600 euro è stata corrisposta per i mesi di marzo, aprile e (forse) maggio a tutti i lavoratori autonomi con determinati requisiti reddituali.

Ora, di cosa vive un lavoratore autonomo?

Sostanzialmente di pubbliche relazioni.

Gli incarichi, l’attività professionale nasce e si sviluppa – almeno in Italia –  in dipendenza della capacità di ciascun autonomo (imprenditore o libero professionista che sia) di intessere adeguate relazioni sociali.

Porto un esempio che mi pare significativo: prima di Masterchef quanti di noi conoscevano Cracco, Canavacciolo, la stessa Krugman?

Credo che, al di fuori del loro ambiente di lavoro, ben pochi sapessero che lo chef napoletano era il proprietario/gestore di Villa Crespi.

Muovendo da questo presupposto che mi pare incontestabile, è evidente che la politica a livello locale non rappresenta affatto un servizio civile nei confronti della comunità ma un modo per ampliare le proprie conoscenze; uno strumento efficace di visibilità.

Ed ecco allora che la domanda da porre agli imprenditori/autonomi che hanno richiesto e percepito l’indennità di 600 euro è la seguente: quanti nuovi clienti avete avuto da quando siete consiglieri comunali o regionali od assessori?

Ovviamente io non ho dati disponibili ma credo di poter rispondere: tanti.

Quindi la tesi secondo cui non si vive di politica è, come dire, un pò azzardata.

C’è poi un’altra considerazione da svolgere.

L’indennizzo Covid 19 era esente irpef.

Questo significa che chi lo ha percepito (tra cui il sottoscritto) non ci paga un euro di tasse.

Al contrario, l’indennità di disoccupazione è tassata.

Ecco quindi che anche qui  i politici locali si sono dimostrati quantomeno poco sensibili nei confronti della popolazione che dovrebbero amministrare.

Vi sono ancora due considerazioni che mi preme svolgere:

1)l’indennità è di soli 600 euro che ci fai?

2)perchè non lo hanno detto prima che scoppiasse lo scandalo?

Taluni politici (Ho pagato le bollette) sostengono di aver pagato con i 600 euro le bollette ed i fornitori.

Possibile, sia chiaro.

Mi chiedo tuttavia  questo: se i fornitori hanno richiesto il pagamento tra marzo ed aprile, vuol dire che i debiti erano pregressi (diciamo gennaio-febbraio?).

Ciò significa che, fino a quel momento, caro politico/imprenditore/lavoratore autonomo, ti eri guardato bene dall’onorare i tuoi impegni finanziari.

Per quanto riguarda le bollette poi, il distacco delle forniture era sospeso fino al 17 maggio e quindi avresti potuto tranquillamente attendere la fine del lockdown per pagarle.

Come mai, questa frenesia di estinguere questi debiti con l’indennizzo?

Forse perchè non erano soldi tuoi?

Forse perchè hai colto l’occasione per abbeverarti alla fonte del denaro pubblico?

Non lo so ma vorrei che qualche giornalista ponesse queste domande.

Altro aspetto: come mai queste vittime della politica locale sono venuti allo scoperto solo ora?

Come mai, in una logica di trasparenza, non hanno palesato la loro inarrivabile sofferenza per gli indennizzi inesistenti corrisposti ai politici locali prima che scattasse il lockdown?

Probabilmente perchè sapevano e sanno che l’opinione pubblica gli avrebbe condannati senza appello.

Ed è quello che auspico anche io: condanna senza appello.

Massimiliano