Presidente Conte: errori o bugie consapevoli?

Presidente Conte glielo devo chiedere: nel parlare di TAV ha commesso degli errori o ha detto delle bugie consapevoli?

Devo dire che in parte la capisco.

Certo avrà sempre pensato: “la matematica non sarà il mio mestiere”.

Così cantava Antonello Venditti in “Notte prima degli esami” (Notte prima degli esami).

E’ una frase che per anni ho ripetuto orgogliosamente – rinnegando il mio diploma da ragioniere e rivendicando la mia laurea umanistica.

Devo però dire che avere frequentato l’I.T.C. Antonio Zanon (Istituto Tecnico Zanon) nel corso dell’ultimo decennio ha prodotto alcuni effetti positivi.

Uno su tutti: la capacità di leggere i documenti finanziari.

O almeno di provarci senza annegare nel fiume di parole.

Una capacità che, evidentemente, manca al nostro Presidente del Consiglio ed Avvocato del Popolo, Giuseppe Conte.

Mi riferisco in particolare alle sue affermazioni per giustificare il voltafaccia sulla TAV .

Affermazioni dalle quali emergono due possibili alternative.

La prima: il Presidente del Consiglio è un incompetente.

La seconda: ha fornito una lettura errata dei dati che diviene così una bugia

Se è un incompetente, dovrebbe astenersi dal parlare.

Se ha detto fornito una lettura errata dei dati sarebbe opportuno che qualcuno lo deferisse al Consiglio di disciplina competente.

In quanto avvocato, infatti, mentire, ancorchè forse inconsapevolmente, all’intero popolo italiano rappresenta certo una lesione della dignità della professione forense.

Mi spiego.

A)IL COSTO COMPLESSIVO DEL T.A.V. 

Nel 2015 (il 24 febbraio per capirci), Italia e Francia concludevano l’accordo per l’avvio dei lavori dei lavori definitivi della sezione transfrontaliera della Torino Lione (Legge 5 gennaio 2017 n. 1 ed accordo Italia Francia).

Tale accordo veniva successivamente corredato da un Protocollo Addizionale.

Tale Protocollo addizionale stabiliva il costo certificato dell’intera sezione transfrontaliera in 8.300 milioni di euro con valuta 2012 (9.630,25 milioni di euro a valuta corrente).

Nel 2017,  il C.I.P.E. chiariva che il costo complessivo, a carico dell’Italia, per la realizzazione della sezione transfrontaliera è pari a 5.574,21 milioni di euro a valuta corrente (Delibera 67 del 2017 del CIPE).

B)LE RISORSE 

Lo stesso C.I.P.E., nella delibera 67, spiegava che le risorse disponibili a legislazione vigente sono pari ad euro 2.892,619 milioni di euro.

Di queste risorse 2.564,758 milioni di euro sono di competenza statale mentre 328 milioni circa di euro erano di competenza europea.

C)L’EUROPA.

L’Unione Europea nel 2015 ha finanziato tramite l’INEA la realizzazione della Sezione transfrontaliera.

A tale scopo, ha previsto l’erogazione di  un finanziamento di complessivi euro 813,78 milioni di euro.

Il costo complessivo del progetto viene stimato, nel 2015, in euro 1.915,054 milioni  (Grant Agreement Inea, Italia, Francia).

Di conseguenza, l’Unione Europea a tutto il 31 dicembre 2019 ha finanziato solo il 12,80% del costo italiano di realizzazione della linea Lione Torino

Il 12,80%!!

Non il 40%, non il 50%!

Il Presidente del Consiglio è dunque un incompetente.

Egli offre ai cittadini dati errati rispetto alle risultanze ufficiali.

D)L’ANALISI COSTI BENEFICI

Il nostro Presidente del Consiglio ha affermato che l’innalzamento del finanziamento europeo dal 40% al 55% per i prossimi lotti costruttivi del TAV renderebbe più conveniente realizzare l’opera.

Vediamo un attimo.

A pagina 78 dell’analisi costi benefici del M.I.T. (Analisi costi benefici) la perdita di benessere stimata conseguente al completamento del T.A.V. pari a 7 miliardi.

Questa stima tiene conto del finanziamento europeo pari al 40% del costo dell’opera.

Se  il finanziamento europeo diventa pari al 55%, lo stesso passa da 3.852 milioni di euro a 5.296,50 milioni di euro.

Anche in questo caso tuttavia abbiamo  un saldo negativo dell’analisi pari a 5.555,50 milioni di euro.

Stavo finendo di pubblicare questo articolo, quando mi è capitato sotto gli occhi questo articolo (Fanpage: il documento riservato).

Tale documento, che apparentemente sembra di importanza fondamentale, riprende in realtà il contenuto dell’analisi tecnico giuridica allegata all’analisi costi benefici (Relazione tecnico giuridica).

Tale relazione specificava chiaramente che gli importi indicati erano quelli massimi esigibili.

Peraltro, si trattava di importi già noti quando il Presidente Conte affermò che il TAV è un progetto: “…di cui allo stato «il Paese non ha bisogno» pur precisando che mai prima di allora avesse espresso una posizione, a favore o contro il progetto. E ha ancorato la sua valutazione all’analisi costi-benefici commissionate dal Mit, definita dal premier un «punto di riferimento»…” (Conte: 8 marzo 2019).

Ma anche se tali importi fossero veri: a fronte di 3,55 miliardi di costi, abbiamo una perdita di benessere di 7 miliardi.

7-3,55 dà un saldo negativo di 2,45 milardi di euro

Se il finanziamento europeo aumenta al 55% (di 1.444,50 milioni di euro), il saldo rimane sempre negativo.

Di conseguenza, il Presidente Conte  ha letto erroneamente i dati ed ha fornito una rappresentazione della realtà difforme dal vero.

Massimiliano Aita (umile avvocato di provincia)