Quell’inganno dei sensi… periglioso

Antico, ramingo…
riverbero di ricordo,
contorni indistinti… scherzo della memoria.
Ancestrale archetipo… a far capolino.

Trent’anni appena… lontano ’98.
Pochi… per svanire.
Troppi, forse… per chi, cosciente, abbia vissuto
… vissuto davvero.

Da allora… l’esistenza più non fu… la stessa…
io… più non fui.

Mi fu chiesto… quel dì.
e non compresi…
luce ignorante… l’oscurità segreta.

Disatteso
s’accostò tacito…
silente nel passo
e trasalii, trasumanando da presso siffatto mistero.

Tu…,” esordì.
Magnetico in voce, sguardo melodioso…
Tu… che t’inoltri laddove nessun’altro osa… vorresti essere il mio dio?

Frenesia liquida a scivolare…

polvere
neve al sole
l’infinito universo tutto…
com’acqua allo scoglio sì algida fiamma…

catarsi… lenta e magnifica.

A te darò la scelta a me negata,” mormorò.
Tremito… terribilità dell’attesa… sogno.
Acconsenti?

Inganno dei sensi periglioso.
Ad oggi… peregrina vago.
Inquieta, perduta… dannata eppur paga…
affamata bramosa lenta… e letale.

Di lui… più nulla.
Solitudine eternità condanna.

M’inganno?
…i sensi ora non mentono.
Scorgo… dettagli di te.
Avverto il tuo respiro… greve
di nuova vita…

Celarti al mio sguardo vorresti…
eppur ti vedo.

Straniero…che leggendomi t’inoltri laddove nessun altro osa…
vorresti essere il mio dio?