Rinascita

Dolore…
a gravare da tempo sull’anima.
Del tutto disatteso, misconosciuto al principio… s’è fatto strada, giorno dopo giorno, aprendosi un varco a costruire, nel profondo, la propria tana.

Blog… strani luoghi, terra straniera.
Stanca d’ottusità, invidia, maldicenza di quanti hanno complottato… e complottano.
Stanca di tutti quei fottuti troll… i Mauro, i MatitaNera… a denigrare, financo ricorrendo a maldicenza e calunnia, pur di raggiungere l’obiettivo: spadroneggiare laddove impossibile se presente chi può, con intelligenza, tener loro testa.
Stanca di dover competere con qualcuno, ovunque vada, per il solo fatto d’esternare un pensiero o proporre un’idea.
Stanca, soprattutto, d’essere osteggiata perché donna; perché indocile… colpevole di dire ciò che penso senza filtri, senza ipocrisie o falsità.
Ah… quanto piacciono, ipocrisia e falsità, a quei vermilingui che di fango gettato sul prossimo lastricano il proprio cammino! Quanto livore, ruminato al solo scopo di vomitare liquami sull’altrui capacità di costruire!
Vuoti, inetti… incapaci d’alcunché… solo spammando merda sul pensiero altrui possono sperare d’avere una qualche chance d’effimera visibilità… e a volte neppure.

Nero su bianco appena vergato… la mente a spurgare malaria.                                                                               Feci… di quanti han defecato su di me a soffocare pensieri, idee… sentimenti.
Oltre la melma… aria pura… di cui avevo dimenticato persino il profumo!… non più tanfo di troll.

Bisogno di pace… serenità…
M’era parso giusto mollare.
Abbandonare tutto…

Improvvisa una mano… tesa, amica…
Qualcuno… angelo, mentore, fratello?… mi invita a chiedere la penna.
Confessargli quanto appena maturato?
Pur tardiva… importuna… preziosa la richiesta.

Privilegio… l’averti conosciuto.
Mi mancherai, lo confesso.
Amico… scrittore… poeta a tempo perso… ti auguro quanto di meglio la vita possa offrire.
Un giorno, forse, circostanze altre … ci ritroveremo.

Sordo…
Scritti…” sussurra piuttosto, indicando luoghi remoti.
A giacere immobili, morte… frasi, parole che mai, forse, vedranno la luce… frenate da timidità di quanti, concepitane genesi e struttura, hanno abbandonato progetti e speranze.
Spreco insensato.

Vendicali… raccogline eredità e forza,” pare sussurrarmi ancora, “assecondami…

Ed io… tornata bambina… ubriaca di tramonto… scelgo di perdermi.
E cedo…
Sicché… improvvisamente rinata… dalle ceneri del dolore riemergo… sì come Tisiphone novella e fiera.
A me la vendetta… io farò ragione.

Laura