Scenari di Governo (titolo banale)

Le elezioni politiche del 4 Marzo ci hanno consegnato uno scenario nuovo e con nuove possibilità.
Inutile rimestare sui numeri perché quelli sono e li conosciamo tutti.

Cosa succederà adesso? Che Governo ci attende?

M5S e Lega sono i candidati papabili per ricevere un incarico dal Presidente della Repubblica a formare un Governo.
Ma con chi?
Sia M5S che tutto il Centrodestra non sono autosufficienti e lo sbarramento al 3% ha eliminato tutti i piccoli partiti che avrebbero potuto portare  due-tre parlamentari facilmente assoldabili da chi volesse formare un governo.

Quindi? Come se ne esce se nessuno è autosufficiente?
Con degli accordi, ovvio…. Ma con chi?
L’unico partito che potrebbe fare da ago della bilancia è il PD.

Il PD si trova, adesso, nella stessa situazione del PSI negli anni 80: ossia ha un potere ricattatorio (ooops, contrattuale) notevole e lo farà, giustamente, pesare.

L’unico elemento ostativo ad un accordo del PD con una delle formazioni vincenti è l’ego di Matteo Renzi che ha dichiarato di lasciare la guida del PD solo dopo la formazione del prossimo governo, come a dire “io sarò l’ago della bilancia e, volenti o nolenti, tutto dovranno prostrarsi davanti a me”.

Nonostante abbia distrutto completamente un partito che affonda le sue radici negli anni 20 dello scorso secolo, non ne vuole sapere di lasciare la poltrona anche perché sa bene che gran parte dei parlamentari PD (e dei fuoriusciti di LeU) non vedono l’ora di sotterrare l’ascia di guerra e fare un accordo programmatico con M5S.

Dal punto di vista del M5S non ci sono molte alternative e Di Maio sarà pronto a vendersi l’anima pur di diventare il primo Primo Ministro della storia di questo movimento, ben consapevole che è l’ultimo biglietto della giostra per lui (il prossimo lo daranno a Di Battista).
Nel M5S non sono scemi e ben sanno che un abbraccio con la sinistra potrebbe essere mortale (la maggior parte degli elettori M5S etichetta da anni i sostenitori del PD come “idioti” ed adesso dovrebbe farci un accordo….), però devono fare di necessità, virtù (e, comunque, i problemi si scaricherebbero su Di Battista al prossimo giro di giostra).

Dal punto di vista dei parlamentari PD e LeU è un’ottima occasione per riportare a sinistra molti elettori che hanno votato M5S obtorto collo (e sono tantissimi, pronti a rientrare a sinistra non appena la dirigenza attuale si toglierà dalle scatole) grazie ad un governo che riuscirà a fare, con certezza, una serie di leggi a favore delle famiglie (obiettivo clamorosamente cannato da Renzi); magari niente di che, ma, comunque, simboliche ed importanti per l’immaginario collettivo.

L’unica discriminante è la presenza di Matteo Renzi.

Cosa farà, quindi, Mattarella?
Già corrono voci che intenda favorire un avvicinamento fra M5S e PD (anche perché a destra difficilmente troveranno partner affidabili ora che il PD si è ribellato a Renzi).
Come farà? Lancio un’idea banale:
– Renzi rimane al suo posto.
– Corrono consultazioni sotto traccia fra Mattarella ed un numero sufficiente di parlamentari PD.
– Mattarella manda Di Maio alle Camere.
– Di Maio ottiene la maggioranza con i voti dei contestatori PD e di LeU.

Che ve ne pare?

RISCHI ED OPPORTUNITA’ (piccolo addendum)
In tutta questa storia ci sono rischi ed opportunità.
M5S: Rischia di vedersi drenare consensi dal partner PD. Rischia di governare in modo fallimentare (ma la colpa sarebbe divisa col PD, quindi dubito che quelli del PD, più esperti, lascino che si commettano errori madornali). Come vantaggio ha la possibilità di dimostrare quanto valgono ed attratte consensi dagli altri “arrabbiati” della Lega
PD: Rischia di governare male (stessa cosa di M5S) ma, in caso contrario, rimpolperà ben bene le file della sinistra, pescando anche dagli astenuti
Lega: se il governo funzionasse benissimo, rischierebbe di perdere dei voti a favore di M5S, ma in maniera limitata. Ha il grandissimo vantaggio di non sporcarsi le mani e continuare, passivamente, nell’opera di fagocitazione dei partner di centro-destra

StefanoBB