Se la scienza si piega alle pressioni della politica

Se la scienza si piega alle pressioni della politica accade, per esempio, che l’indice RT venga rivisto in quattro e quattro otto (Nuove soglie rt).

Se la scienza si piega alle pressioni della politica accade che le riunioni dell’Ema vengano anticipate per dare il via libera ad un vaccino (Riunione il 4 gennaio per ok a vaccino Moderna).

Se la scienza si piega alle pressioni della politica accade che un ministro, privo di competenze mediche, possa discettare su importanti quotidiani nazionali di campagna vaccinale (Zampa ed i turni di notte).

Se la scienza si piega alle pressioni della politica afferma, nello stesso documento, che i focolai in ambito scolastico sono solo il 2% di quelli rilevati in ambito nazionale ma che i contagi sono difficili da tracciare (Rapporto Iss scuola 63-2020)

Ed allora sorge spontane una domanda: la scienza è ancora scienza laddove si piega alla politica?

La risposta, dal mio punto di vista, è: NO

La scienza deve conservare la propria indipendenza.

A tal fine, gli scienziati devono rifuggire ogni ruolo di “consulenti” del Governo o di qualsivoglia parte politica.

La politica rappresenta la negazione della scienza.

La prima è discrezionale e disancorata dai numeri.

La seconda nasce e trova ragion d’essere nel metodo deduttivo.

La scienza dunque poggia sulla sperimentazione e sulla verifica, attraverso la sperimentazione, della fondatezza dell’ipotesi e della deduzione scientifica.

In quest’ottica,  politica e scienza come morale e diritto positivo operano su piani diversi.

La scienza mai e poi mai deve avvallare o suggerire soluzioni alla politica.

Il politico deve assumersi le proprie responsabilità e non deve trovare facili sponde in ipotesi (o tesi) scientifiche proposte, suggerite o sussurrate da consulenti a libro paga del Governo stesso.

In Italia, purtroppo e da sempre, gli scienziati appaiono servi sciocchi dei politici di turno.

Aggiornamento: Il Presidente dell’Aifa assicura che entro giugno saremo riusciti a vaccinare 15 milioni di persone (Palù: entro giugno vaccinate 15 milioni di persone).

Avremo cioè  inoculato 30 milioni di dosi di vaccino.

Peccato che il piano vaccinale italiano (non ugandese: Piano vaccinazione covid 19) preveda la vaccinazione del 15% della popolazione ossia di 9 milioni di italiani.

A proposito di servi sciocchi.

Massimiliano