Sei mattone?

Ci insegnano già da piccoli ad non accontentarci, ci spronano a combattere per un ideale che forse neanche abbiamo scelto ma ci è stato imposto.

I bambini sono tutti uguali quando nascono, crescono a secondo la famiglia in cui si trovano, in base alla cultura, ai principi morali, religione e per i meno fortunati alle istituzioni.

Siamo stati plasmati e molti non se ne rendono conto…
Pochi sono riusciti a comprendere ciò che gli è stato fatto.

Altri ancora credono in quello che gli è stato insegnato o imposto, solo perché non hanno mente propria, plagiati… non si sveglieranno mai non perché non possono ma non vogliono, troppo abituati a far decidere gli altri per convenienza… sono quelli che non vogliono colpe per decisioni non prese da loro e si sentono giusti, giustificati da un “ho solo obbedito”… e con questa scusa sentono di avere la coscienza pulita.

Come se fossimo macchine senza pensiero.

Essere se stessi è la forma più grande di comando, sarebbe bello essere se stessi in ogni situazione ma purtroppo non si può; ci danno o ci diamo dei limiti per compiacere e per sopravvivere a questa società.

Essere autentici:  poco non va bene ma troppo danneggia.

Questo è il quesito che voglio porvi, quanti di voi si sono sentiti usati?
Quanti di voi hanno fatto delle scelte che in certi contesti sembravano giuste ed hanno poi avuto ripensamenti?
E ancora, vi siete mai sentiti in obbligo di fare qualcosa che a voi non appartiene?
Avete mai sentito quella vocina interiore che vi fa mettere in dubbio ciò che avete fatto?

Saper scegliere da che parte stare, aspettare qualcosa o qualcuno che vi faccia cambiare idee ed opinioni.
Non siamo mattoni, noi abbiamo intelletto e pensieri propri… i mattoni, quelli veri, usiamoli per costruire qualcosa di buono e autentico come ciascuno a suo modo è realmente.

Mary