Solo il 2,5% degli Italiani ha gli anticorpi per la “contagiosissima” SARS COV 2 e nessuno ne parla

Sono finalmente usciti i risultati del primo test sierologico ufficiale dell’Istat e quasi nessuno ne parla  https://www.istat.it/it/archivio/246156

Provo a farlo io, aggiungendo qualche considerazione.

Premessa necessaria: 

  • il virus ha circolato indisturbato per almeno dicembre, gennaio e febbraio;
  • altri studi parlano pure di novembre;
  •  solo a marzo sono state attuate misure di blocco parziale, pur con treni e trasporti che continuavano ad attraversare l’Italia;
  • in concreto, mentre molti erano progressivamente  vincolati ad una sorta di arresti domiciliari ed al blocco delle loro attività imprenditoriali, molti altri viaggiavano e lavoravano, per lungo tempo senza mascherine;
  • iniziavano le sanificazioni delle strade, perché dicevano che i cagnolini avrebbero portato il virus sulla coperta del letto o del divano (sic!);
  • nella mia zona a Milano giravano elicotteri e droni tutta notte a controllare i nostri movimenti, in stile guerra del golfo;
  • i runner erano guardati come untori assoluti e Chiara Ferragni, notissima virologa che abita nella mia stessa zona,  si scagliava contro di loro con un post, certamente a fin di bene,  che, il giorno successivo, cagionava la chiusura del parco di Cityife in cui portavo i nostri figli;
  • di lì a poco non si sarebbero potute muovere le persone normali e nemmeno i bambini, che valevano meno dei cani, i quali erano, anche giustamente, legittimati ad accompagnare i padroni per la loro sacra pisciatina;
  • nei giorni successivi, sarebbe iniziata la farsa delle plurime autocertificazioni, su cui stendo un velo pietoso;
  • di sicuro, anche nei giorni più bui del lockdown,  si muoveva liberamente la “nomade”, peraltro piuttosto stanziale, che chiedeva la carità davanti alla tabaccheria in Via Camus (anch’essa aperta perché fumare fa bene, soprattutto quando c’è un virus respiratorio sconosciuto in giro) o il ragazzo nero coi rasta, controllato dalla prima come tutti gli altri mendicanti della zona, che esercitava la stessa attività davanti al supermercato ad angolo con Viale Cassiodoro;
  • si muovevano liberamente gli spacciatori che rifornivano a domicilio gli stessi simpaticoni che poi si esibivano in scene da discoteca dai lussuosi balconi dirimpettai col penoso hashtag “state a casa”;
  • come confermato da conoscenti appassionati del genere, anche altre professioniste specializzate in servizi alla persona viaggiavano indisturbate, sicuramente fornite di autodichiarazione.

Ovviamente tutta questa gente era libera di trasmettere il virus.

Insomma, un lockdown penalizzante per l’economia ma, dal punto di vista sanitario, un vero colabrodo.

Infatti tutti si aspettavano – non io che avevo già espresso le mie convinzioni in merito https://uncino.eu/blog/covid-19-quanto-abbiamo-davvero-rischiato-un-aiuto-dalla-storia-e-della-matematica/  – percentuali bulgare di contagi.

Ed invece no, sorpresa. Il virus col 2,5% ha fatto una modesta capatina in Italia, fermandosi essenzialmente in Lombardia, unica regione dove ha avvicinato, da lontano, col 7,5% le percentuali di contagio dell’influenza, che pure ha affiancato praticamente per tutta la durata della stessa.

Ci si aspetterebbero interi servizi speciali su questo dato, che dovrebbe lasciare attoniti gli amici dell’Imperial College, che parlavano di ben altre percentuali, ma tutti muti…

Ed il resto dell’Italia? Praticamente nulla, la percentuale del 2,5% viene come media dalle regioni del nord vicine alla Lombardia, ma lo stesso Friuli Venezia Giulia è intorno all’1% e le isole sono allo 0,3%.

In questo contesto, ci dicevano che era un virus contagiosissimo, che si espandeva su base quadratica o pure peggio. Lo prenderemo tutti….

Si mettevano a sanificare le strade, chiudevano i parchi, controllavano la gente con i droni, multavano poveracci che, esasperati, camminavano da soli nei campi, parlavano di milioni di possibili morti in Italia ed i numeri sono quelli?

Beh, direte voi, ma c’erano milioni di asintomatici giovani degli spritz  e poi ci sono i bambini, caspita, che ammazzano i nonni… Vero? No, tutte balle spaziali.

Gli asintomatici, che semplicemente sono quelli che, nel questionario, hanno risposto di non essere stati male (ma chi esclude che avessero una linea di febbre o qualche disturbo?) sono poco più di 1 su 4, ovvero il 27%. Qualche giornale, non si sa come, ha scritto che sono quasi 1 su 3, perché anche la matematica vota 5 stelle.

Ed i bambini ammazzano i nonni? Ehm, domanda di riserva? I dati di contagio sono talmente bassi nella fascia dell’infanzia ed oltre gli 85 anni che la domanda non ha senso.

Vabbè, ma il virus comunque si trasmette col respiro, vero? Sì, insomma, se stai cheek to cheek col tuo interlocutore! Lo stesso Prof. Lopalco  https://bari.repubblica.it/cronaca/2020/08/04/news/lopalco_il_coronavirus_non_ha_niente_a_che_vedere_con_l_influenza_-263686498/ che, all’epoca, avrebbe voluto chiudere tutto, spiega ai giornali che si tratta di un virus assai meno contagioso dell’influenza, seppure più letale, e che certamente non si trasmette con l’aerosol, altrimenti le percentuali di contagio sarebbero a due cifre.

Cosa significa? Che servono le goccioline di Fluegge, ormai note, quelle che sia una mascherina chirurgica che una sciarpettina fermano agevolmente e che comunque non arrivano ad un metro o, per sicurezza, un metro e mezzo di distanza.

Il dato più imbarazzante di tutti è che, da questa indagine, risulta che persino in caso di convivenza con una persona infetta, solo il 40% dei familiari conviventi è stato contagiato, alla faccia della particolare contagiosità di cui ci hanno parlato per mesi. 

Basta non stare a 10 cm dall’interlocutore, lavarsi le mani ed arieggiare la stanza e nemmeno il familiare infetto è un problema.

Lo dice l’ISTAT, non io.

Vista la facilità di non farsi contagiare dai familiari, venendo all’11% di persone che sono state contagiate sul luogo di lavoro ci si potrebbe anche chiedere maliziosamente che tipo di relazione intrattenessero coi colleghi. In realtà, la probabilità più alta è che il contagio tra colleghi avvenisse a pranzo, tant’è che, dopo gli operatori sanitari, la seconda categoria venuta a contatto con maggior frequenza col virus è quella degli addetti alla ristorazione.

E la letalità? Anche qui la stima dell’ISTAT porta all’1,5%, che non è bassissimo, ma è lontano dai numeri terrificanti di cui si parlava all’inizio e porta il fardello di un mese abbondante di cure incolpevolmente sbagliate per inesperienza degli operatori.

Tra l’altro, vista la prevalente diffusione nella RSA e nei nosocomi della Covid 19, ci sarebbe probabilmente da ritoccare e non di poco al ribasso l’indice di letalità qualora ad essere esposto al contagio o alla malattia fosse stato un campione ponderato della popolazione che avesse tenuto conto della distribuzione anagrafica e del livello medio di patologie e fattori di rischio, ma questa è un’indagine che sarebbe costoso e complesso svolgere.

Insomma, tutte le premesse scientifiche spannometriche dei referenti del governo si sono rivelate delle sonore stupidaggini.

Ora, si potrebbe osservare che queste cose non si sapevano il 25 febbraio ed è parzialmente vero. Ma è anche vero che, se l’influenza che è ipercontagiosa fa massimo 8 milioni di contagiati, ipotizzare 60 milioni di ammalati di Covid 19 era assurdo.

Poi si sarebbero potuti fare i test già a fine marzo, visto che esistevano, e magari si sarebbe capito prima che si era preso un abbaglio nella strategia e che concentrarsi solo sui tamponi era insensato. Ce lo diceva persino quel baraccone dell’OMS!

Caspita, questa dell’ISTAT è stata un’indagine su sole 64.000 persone, fosse pure costata 100 Euro a cranio, cosa vuoi che siano 6 milioni per la Regione Lombardia o per il Veneto? Perché nei mesi scorsi le regioni, viste le scelte monotematiche chiusuriste del governo, non hanno fatto test per conto proprio?

La verità è che, siccome della gente moriva, si è scelto di chiudere ad oltranza senza usare il cervello. Così il governo, come le regioni. Politica in stile like su Facebook, pura ricerca del consenso. Spegniamo il cervello ed assecondiamo il popolo terrorizzato e manteniamo il posticino al sole.