Tablet: hanno ancora qualcosa da dire?

Era il 2010 quando Steve Jobs presentò in pompa magna il primo tablet della blasonata azienda hi-tech con sede a Cupertino.


iPad non era solamente  un tablet, ma era IL tablet, poiché così come iPhone, poneva in una salsa differente le basi per lo sviluppo di un nuovo mercato.
Ne seguì un rapido sviluppo di dispositivi simili basati su Android, per un mercato dalle discrete percentuali.

Cosa ne decretò il loro successo? Gli smartphone erano decisamente più limitati rispetto ad oggi, avevano display più piccoli, e non consentivano il livello di produttività che riescono attualmente a garantire.
Dagli ultimi dati IDC si evince chiaramente il declino di questo settore che subisce la concorrenza dei phablet, e un ristagno nello sviluppo dei tablet stessi, che attualmente appaiono come un doppione degli smartphone attuali.

La situazione attuale è rappresentata da tre sistemi operativi:
• IOS , con i suoi collaudati iPad
• Android
• Windows, costituito principalmente da 2-1.

Questo sistema tripolarizzato presenta una serie di problematiche:
1) Android assolutamente non competitivo, e incapace di evolversi per offrire un valore aggiunto.
2) iPad che offre sempre un’ottima esperienza, a patto di scendere a condizioni con quelli che sono i limiti (o i pregi) dell’ecosistema Apple.
3) Windows, che sulla carta rappresenta l’alternativa perfetta, si perde nell’atto pratico, poiché subisce lo scotto di un parco app sottotono, e un’interfaccia tablet pietosa e non all’altezza. Risultato? Il loro utilizzo è circoscritto all’ambito desktop.

Queste sono ovviamente solo una serie di opinioni puramente personali buttate a caldo dopo la lettura di un articolo volto ad analizzare le statistiche di vendita e diffusione. E voi che ne pensate?