Tecnologia, educazione e bambini

Mesi fa, leggendo un articolo su noto blog tech del panorama nazionale, in cui si presentavano dei gadget per bambini, mi sono accorta di come vi sia scatenata all’interno della sezione commenti una lotta intestina sulle differenti vedute di opinioni da parte dei vari commentatori su quale dovrebbe essere la relazione corretta tra bambini e la tecnologia.

Ora, la premessa fondamentale che voglio fare è che non sono un’esperta in materia, e che quanto andrò ad esporre non ha la pretesa di scientificità.

Le vedute principali erano sostanzialmente due:

  • La prima a sostegno del fatto che la tecnologia fosse utile, e che in virtù di questo ci sarebbe dovuta essere una forte informatizzazione in tutti i settori, compreso l’ambito educational. Secondo questo punto di vista è corretto che fin dalla tenera età vi si approcci all’utilizzo di strumenti informatici, e che non vi sia nulla di sbagliato nel vedere bambini svagarsi in attività ludiche, tramite l’ausilio di console, tablet e smartphone.
  • La seconda, in totale contrapposizione alla prima, che bandiva totalmente l’uso degli strumenti moderni, sia nel settore educational che in quello ludico, sottolineando come questi strumenti potessero essere altamente nocivi per quel target.

Io credo che come in tutte le cose sia necessario valutare i pro e i contro ed assumere un atteggiamento di equidistanza, evitando la deificazione di una posizione e la demonizzazione di un’altra.

La mia visione delle cose quindi, mi porta a credere che come tutte le cose, la tecnologia rappresenta una risorsa, e che per questo non si configura ne come una cosa negativa, ne una cosa positiva in se.

È infatti, l’uso che se ne fa a determinare la sua accezione. Per me sarebbe per cui sbagliato utilizzarla in ogni ambito e contesto, sopratutto in tenera età, poiché ritengo sia necessario che i bambini facciano le loro esperienze nell’esplorazione dell’ambiente che li circonda, e non si fossilizzino su uno strumento che può intrattenerli, far riposare i genitori, ma che li priva di tutta la dimensione sociale, e ludica che ne può derivare da un’esperienza sul campo. Al tempo stesso sono dell’idea, che a dosi moderate e controllate, la tecnologia possa essere un ottimo strumento a disposizione dei genitori e degli insegnanti, poiché fornisce un mondo di possibilità che prima non erano neanche lontanamente immaginabili.

Quanto detto sopra rappresenterà per molti una banalità, ma da totale inesperta (non ho dalla mia ne l’esperienza della genitorialità, ne quella dell’insegnamento) ho ritenuto potesse essere un buon punto di riflessione e confronto su una tematica quanto meno attuale.

Gloria.