The Acquarius case: la fine dell’Europa dei popoli.

The Acquarius case segna la fine dell’Europa dei popoli.

L’idea tratteggiata, su basi ideali ed ideologiche, da Spinelli e portata a compimento con la Costituzione europea poi bocciata è definitivamente tramontata.

La decisione di Danilo Toninenlli e Matteo Salvini di chiudere i porti e di impedire l’attracco della nave della Ong Sos Mediteranee ha posto la definitiva pietra tombale su ogni possibilità di ulteriore integrazione europea.

Sino ad oggi, il dissenso era stato appannaggio di Stati, forze politiche o leader politicamente irrilevanti nello scacchiere europeo.

Gli Stati fondatori, aldilà di talune trovate pubblicitarie interne, avevano sempre mantenuto una coesione di fondo – pur nella diversa visione su come raggiungere l’obiettivo.

Il caso dell’Acquarius ha cambiato tutto e niente sarà più come prima.

In primo luogo, si è dimostrata l’assoluta inadeguatezza del Regolamento di Dublino: per espressa ammissione degli stessi Commissari Ue (Commissione Ue: porto sicuro) la legge internazionale fornisce solo dei criteri che possono aiutare gli stati nella scelta dell’attracco più idoneo a garantire la sicurezza dei migranti.

In secondo luogo, l’unilaterale decisione italiana ha evidenziato come l’Europa, dal punto di vista politico, sia una finzione.

Non esiste una politica estera comune (assordante il silenzio di Lady Pesc), non esiste una politica di difesa comune, non esiste neppure una politica di bilancio comune.

In terzo luogo, la chiusura dei porti e le successive dichiarazioni europee secondo cui i fenomeni migratori mettono in pericolo il progetto europeo (Ue: migrazioni pericolo per Europa) avvallano clamorosamente l’idea di un Europa che diviene uno spazio identitario poco diverso dai singoli Stati-Nazione che la compongono.

In quarto ed ultimo luogo, quanto accaduto con la nave Acquarius rende anacronistico e davvero fuori luogo il monito lanciato da Mattarella (not my President) sui pericoli derivanti dall’abbandono dell’Unione Europea.

L’Europa non esiste e questo, per tutti i sovranisti convinti come il sottoscritto, è un giorno di giubilo.

Finalmente la realtà ha sconfitto la fantasia.

Massimiliano

Avvocato ammministrativista e penalista.

Appassionato di diritti umani e delle minoranze.

Vive ancora nell’illusione che nella vita esista una morale.