Umanità, animale pensante evoluto in pecorone

1980.

Davanti a me si stendeva la pianura del mio futuro. Una distesa di prati verdi,  costellati di puntini colorati, i fiori che avrei colto, le esperienze che avrei vissuto, le menti che avrei incontrato. Dopo circa 35 anni, la prateria è un pochino meno verde, colpa dell’uomo, i fiori stanno appassendo, colpa dell’uomo, e le vere menti sono rare.

Chiaro, è un giudizio personale. Le vere menti potrebbero offendersi, potrebbero ricorrere all’insulto, alla denigrazione, per proteggere la vera mente.

Ma vediamo cosa accade nella vita di tutti i giorni.

Sveglia, preparazione, uscita, colazione, scontrino – una volta no, una volta sì – la prima azione personale fraudolenta della giornata. L’esercente ha evaso con la mia complicità.

In teoria il tempo disponibile alla lamentela “ … in questo paese nessuno paga le tasse, e non si può continuare così …” dovrebbe diminuire in proporzione al proprio contributo all’evasione. Se sono parte attiva, almeno devo cercare di essere coerente e stare zitto.

Probabilmente la stessa situazione avviene in pausa pranzo, se non torno a casa. Pranzo e scontrino no, altro tempo ridotto.

E solo un esempio di ciò che accade a tutti noi nella vita di tutti i giorni.

Che cosa siamo in realtà ?

Se un cane, un gatto, un delfino, un qualsiasi animale potesse parlare e senza alcun strato lattiginoso di omertà, potesse comunicare ciò che vede nei nostri comportamenti, potrebbe tranquillamente definirci “esseri bipolari”.

Il pensiero, quando si esprime all’esterno della propria mente, si maschera con varie quantità di : convenienza personale, istinto di conservazione, paura, vaghezza.

Il pensiero, seppur puro e di alto valore, diventa una forma volgare e corrotta di parola.

La forma pensiero si scontra con le resistenze intime, nel rivelare ciò che siamo, ciò che pensiamo. Posso comprendere il proteggere noi stessi al tutto, ma nascondere a se stessi la vera natura di sè è perverso.

Quando penso a questo, vedo sempre una macchina. I pensieri che esprimiamo sono frutto di elaborazione in tempo reale. I pensieri più nascosti, sono elaborati in background, come un qualsiasi processo, con tempi e quantità di risorse più o meno limitate e dedicate.

E’ come se fossimo due esseri in uno. Uno cosciente, che cerca di apparire, conduce una vita “normale”, in mezzo alla comunità e poi l’alter-ego che si nasconde elabora e attende.

Da quando la presenza dell’umanità si è manifestata, da quando il numero degli umani è cresciuto, uno degli aspetti più delicati è stato quello di definire il controllo dei numeri, inteso come numero di umani presenti.

In che modo è possibile gestire la moltitudine, se è vero il concetto che una persona sola pensa, una moltitudine è un gregge. Sono necessari strumenti.

La religione è uno strumento, per indicare, raggruppare, mostrare.

La paura e la forza sono altri strumenti utilizzati in passato e anche oggi.

La democrazia, altra via soft, per una vita agiata e senza strappi alle regole, possibilmente.

Più che aderire ad una delle forme che più ci attrae, dovremmo chiederci cosa vogliamo. Esporre chiaramente a se stessi, prima che agli altri, senza aver paura di mostrare anche le proprie debolezze, e aspirazioni.

Radd