Vaccino contro Covid 19 – rapporto tra costi e benefici

Ho pensato un po’ prima di pubblicare questo articolo, perché non approvo per nulla i Novax e non voglio essere confuso con loro ed inoltre mi spiace rovinare l’entusiasmo degli ingenui di fronte alle prime 9.750 dosi del vaccino arrivate in Italia.

Tuttavia, non riesco a trattenermi di fronte all’ennesimo insulto alla logica.

Lunga premessa di metodo:

  • sono ontologicamente a favore dei vaccini ed ho fatto somministrare ai miei due figli anche quelli facoltativi;
  • sono favorevole, in alcuni ambiti, alla obbligatorietà della somministrazione dei vaccini;
  • escludo categoricamente che i vaccini causino l’autismo;
  • non credo nei fiori di Bach, nell’omeopatia, nel Babau ed alle visite degli alieni;
  • se mi avessero proposto di fare ricorsi per il metodo Stamina, avrei reagito con un calcio nel sedere, mentre ne sfornò parecchi il nostro attuale presidente del consiglio. Giusto per chiarire il percorso piuttosto duttile del nostro conducator e di parecchi 5 stelle;
  • sono un positivista convinto e credo nel rapporto tra costi e benefici;
  • non ho particolari timori del vaccino, anche perché il virus l’ho già incontrato e sconfitto (l’anno scorso, questo stesso 29 dicembre, avevo 40.8 di temperatura e non riuscivo a respirare e nemmeno a reggermi in piedi);
  • mi è del tutto noto il meccanismo del mRna, che certo non ci trasformerà in OGM, come qualche ignorante, pure laureato in medicina, ha detto ai giornali;
  • per quanto consta, i vaccini darebbero tutti immunità sterile, sicché chi dice che dovremo comunque tenere mascherine e distanziamento fisico, nega le risultanze dei trial;
  • è peraltro piuttosto illogico negare che i trial siano accurati in relazione all’immunità sterile ed affermare, nel contempo, che il vaccino (testato ed approvato sulla scorta di quegli stessi trial!) sia però efficace nell’impedire che si sviluppi la malattia;
  • in ogni caso, ci sono parecchi pseudo esperti che vedono “ad occhio nudo e da lontano” le cose, senza che nessuno chieda loro dati a conforto. Anzi, più la sparano, più vanno in tv;
  • d’altro canto, quella gente, dal portafoglio recentemente miracolato, può solo andare a parlare ad un pubblico generalista, perché ad un convegno di veri esperti riceverebbe pernacchie;
  • quanto a me, non posso che fare atto di fiducia rispetto ai dati di efficacia noti, sia perché non ho modo di controllare se siano veri, sia perché non è il mio mestiere;
  • pur ritenendo di essere già immune se, pagando 50-100 Euro, mi potessi vaccinare domani ed avere un patentino di immunità per girare e lavorare senza limitazione, lo farei;
  • ho rispettato tutte le regole del Natale blindato e credo di essere stato uno dei pochi, vista anche la totale assenza di controlli;
  • prima di andare dai miei genitori (in due più due under 14) mia moglie ed io abbiamo fatto, off records e per tranquillizzarli, un test del pungidito, che ha escluso infezioni in corso.

Fatta questa necessaria premessa, devo dire che sono in buona compagnia nel ritenere il rapporto costi benefici l’unico serio indicatore in materia.

Basta, infatti, lanciare una piccola ricerca su The lancet, che non è per nulla un covo di Novax, e si trovano decine di articoli sul tale relazione.

Leggetevi ad esempio questo relativo ad una campagna contro il rotavirus https://www.thelancet.com/journals/langlo/article/PIIS2214-109X(19)30439-5/fulltext e vedrete che le campagne vaccinali si fanno per evitare la morte o gravi conseguenze ad una platea di suscettibili e non per tranquillizzare la popolazione.

Ebbene, nel delirio antiscientifico quotidiano che spinge verso la vaccinazione di TUTTI gli italiani, ci siamo scordati che la platea di suscettibili di sintomi apprezzabili è tra il 5 ed il 6% dei nostri sfortunati compatrioti, perché gli altri risulteranno asintomatici.

Lasciamo stare l’effettiva letalità, perché anche quella è dubbia, e limitiamoci ai suscettibili di infezione sintomatica che richieda almeno l’ospedalizzazione: essi sono al massimo, appunto, il 5-6%.

La logica imporrebbe solo quelli, ovvero persone che abbiano superato una certa età e/o abbiano le comorbilità ormai statisticamente note.

Entrambi i dati, ovvero quelli anagrafici e quelli sanitari, sono in possesso gli uni dei comuni e gli altri del sistema sanitario nazionale

Ci vorrebbe veramente poco ad identificarli ed imporre a loro e SOLO a loro il vaccino avrebbe anche un briciolo di razionalità.

Volendo eccedere in prudenza, si potrebbe vaccinare il 10% degli italiani, allargando le maglie dell’insieme di cui sopra ed includendo fasce molto meno a rischio.

E tutto questo senza contare chi dal virus è guarito e probabilmente immune, le fasce di popolazione che abbiano immunità incrociata e senza fare distinzione tra aree dove il virus è stato endemico o meno.

Perciò saremmo già di manica larga ed applicheremmo il principio di precauzione che viene enunciato più o meno così: “Forse non serve, ma male non fa”.

Un po’ come la maglia di lana o il lattemiele.

Dopo aver vaccinato questo 10%, se le statistiche non sono del tutto fasulle, potremmo stare tranquilli e, al limite, monitorare la situazione delle terapie intensive per qualche mese.

D’altro canto, la vaccinazione contro il morbillo è stata imposta solo ai bambini e non agli adulti (che a rischio non sono) sebbene non tutti gli adulti lo avessero contratto da piccoli.

Vale lo stesso per la vaccinazione annuale contro il virus dell’influenza, consigliata (non imposta) solo alle persone a rischio per età o patologie ed agli operatori sanitari.

Decidere di vaccinare tutta la popolazione e, nel frattempo, tenere il paese ingessato, non può dare benefici concreti rispetto alla vaccinazione in tempi rapidi (ovvero meno di un mese) di una quota del 10% di essa scelta secondo i fattori di rischio.

Salvo che i benefici siano riferibili alle casse di chi produce i vaccini medesimi, vaccinare tutti è uno spreco enorme di soldi.

Chi decide di vaccinarsi e non è a rischio, paghi di tasca sua, non vedo ragioni logiche di sprecare ulteriormente i soldi dei contribuenti.

L’ansia di vaccinare tutti a spese della collettività e non solo la platea dei suscettibili  sottende ad interessi economici ciclopici, ma è anche pura demagogia.

I governi occidentali, ossessionati dal lockdown, mi pare trovino infatti nel vaccino per tutti una sorta di riscatto dalla brutta figura che hanno fatto tutti ed indistintamente.

Per essere onesti, su The lancet si trova anche un appello di 3.000 scienziati e personalità di altri campi affinché il vaccino venga reso disponibile per tutti.

Mi rendo perciò conto che la mia opinione è del tutto isolata, perché abbiamo, da una parte, i Novax e, dall’altra, chi vorrebbe vaccinare tutti.

Ciò non toglie che le mie argomentazioni, che prescindono da pregiudizi di sorta, si basino su dati relativi ai fattori di rischio ormai consolidati e che siano difficilmente confutabili.

Il motivo finale è uno solo: non ci sono abbastanza soldi per vaccinare tutto il mondo, sicché la malattia non verrà eradicata attraverso la vaccinazione e continuerà a circolare nei paesi poveri.

Non farà la fine del vaiolo ma, molto più probabilmente, avrà l’esito del virus della spagnola che circola ancora tra di noi, ma con pochi danni.

Ne consegue che, di riffa o di raffa, siccome il virus continuerà a tornare da noi opulenti occidentali sulle ali delle migrazioni, finita questa fase di entusiasmo “omnivaccinativo” dovremo rassegnarci a tutelare col vaccino solo le persone a rischio, esattamente come si fa con l’influenza.